Le foglie mute


Sono giornate molto fredde. Quest’anno l’autunno, bizzarro e indisciplinato, ci ha trascinati dal caldo quasi estivo di ottobre al gelo invernale di un novembre splendido e assorto. Ma i colori sono quelli della stagione di mezzo, e forse potremo apprezzarli ancora se l’autunno non sarà egoista.

Domenica di sole, che avvolge la strada silenziosa e accompagna il riposo pomeridiano sommessamente. Una domenica d’autunno da trascorrere con calma, fra una poltrona morbida e uno sguardo oltre la finestra nell’attesa della fine del giorno.

L’autunno se ne sta andando, ma le foglie restano mute nonostante il vento.

Immobile e contento


Il cognato di mio nonno, ormai deceduto da molti anni, era un tipo singolare. Il suo divertimento maggiore, nei momenti di riposo dal lavoro, consisteva nello starsene seduto per ore, muto e tranquillo, senza fare altro che pensare e guardare le montagne tutt’intorno. L’idea di fare una gita o di muoversi, anche senza andare troppo lontano, non lo sfiorava neppure.

Una volta un suo conoscente, colpito da tanta fissa immobilità, gli chiese perché di domenica se ne stesse invariabilmente lì, davanti alla porta di casa, senza sentire il bisogno d’allontanarsi un po’. Lui, tranquillo come sempre, rispose più o meno così: “Vedi, tutte queste persone che prendono la macchina, girano e si affannano tanto per andare chissà dove, questa sera dovranno tornare a casa. Dunque faticano per niente”. 😀

Oggi, mentre leggevo un libro sul Medioevo e stavo riflettendo sull’ideale della stabilitas, non ho potuto fare a meno di ripensare alle sue affermazioni. Ecco, se dovessi collocarlo con la fantasia in un’altra epoca storica, sceglierei senza dubbio i secoli dell’Alto Medioevo.

Domenica d’inverno


Freddo intenso, atmosfera spettrale e persino alcuni fiocchi di neve: l’inverno mantiene intatto il suo eccezionale vigore, anche se, prima o poi, sarà costretto ad andarsene. Certo, la sua caparbietà colpisce. C’è il rischio d’invidiare un po’ la forza che dimostra a dispetto del tempo che trascorre, condannandolo alla resa.

Come spesso capita in questa stagione, ai colori spenti di giornate infinitamente squallide s’accompagnano lunghe ore di silenzio, interrotte solo a tratti dal rumore di qualche automobile in fuga.
In fondo, anche questo è il riposo della domenica.

Domenica di quiete


Oggi scelgo la quiete e per l’intera giornata. Disperdermi nella confusione d’inutili passeggiate, in mezzo a una massa informe e urlante, non m’interessa e non m’appaga.
Il silenzio del primo pomeriggio è un regalo gradito. So che, più tardi, dalla strada arriveranno grida sconnesse, risa forzate e perciò squallide e opprimenti, rumori d’automobili col loro carico di gente in cerca di svaghi o d’emozioni a buon mercato. Però ora, in attesa che tale spettacolo inizi e che la recita si svolga sempre identica a se stessa, la domenica è un abbraccio lieve, un canto soave, un sussurro sommesso e discreto. Vorrei che non avesse fine.

Domenica sotto la neve


Questa mattina sono stata svegliata da un rumore insolito, che però ho subito riconosciuto nonostante il sonno: il rumore di una pala intenta a fendere qualcosa sul selciato. Ho compreso così che probabilmente l’oscurità della notte era stata accompagnata dalla neve. Quando sono andata alla finestra, ho visto un turbinìo di fiocchi bianchi che cadevano in fretta e la strada completamente candida.

Il giorno di San Geminiano, festa del nostro patrono, è iniziato in questo modo e la fiera, che ogni anno si svolge durante questa ricorrenza, ne ha risentito: ambulanti intenti a spalare per poter allestire i loro banchi, ovvi ritardi e rallentamenti. Eppure le abitudini sono più forti di qualsiasi cosa, e tanti cittadini hanno sfidato il tempo pur di passeggiare lungo le vie del centro e assistere a questa festa.
Io ho approfittato dell’occasione anche per scattare qualche foto, ma dopo circa un’ora ho preferito rientrare perché il freddo era eccessivo.

Adesso la neve sta continuando a cadere e mi chiedo quando smetterà. Ho l’impressione che quest’inverno tanto rigido sia iniziato da chissà quanti mesi, e il ricordo delle splendide giornate autunnali, accarezzate dolcemente dal sole, mi sembra soltanto un sogno confuso nella fitta nebbia dei miei troppi pensieri.