Sciocchezze prima di cena

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In  questo  periodo, con  la  scusa  del  carnevale, del  quale  in  realtà  m’interessa  ben  poco, ho  pensato  alla  remota  possibilità  di  preparare  le  ciambelle  fritte, che  non  ho  mai  fatto  in  vita  mia. Questo  stravagante  desiderio, che  si  è  impossessato  di  me  circa  una  settimana  fa, mi  ha  spinta  a  cercare  sul  web  qualche  ricetta  non  troppo  astrusa. Ma  le  ricette  sono  tante, davvero  troppe, e  io  non  ho  il  tempo  necessario  per  lanciarmi,  con  audacia  e  sprezzatura,  in  una  simile  avventura, tenendo  anche  conto  del  fatto  che  il  risultato  potrebbe  essere  non  proprio  felice, data  la  mia  completa  inesperienza  a  riguardo. Pertanto  ho  infine  deciso  che, sabato  prossimo, mi  limiterò  a  preparare  il  ciambellone  marmorizzato  e  glassato, che  è  buono  assai,  si  mangia  molto  volentieri e  mi  riuscirà  perfettamente, visto  che, in  questo  caso, l’esperienza  non  mi  manca. In  altre  parole: la  cronica  assenza  di  tempo  mi  spinge  a  ripiegare  sul  noto  e  il  consueto, a  scapito  del  cambiamento. C’è  da  dire, però, che  adoro  torte  e  ciambelloni, preferendoli  a  qualsiasi  tipo  di   dolce  fritto, per  quanto  buono  possa  essere. Pertanto: w  il  ciambellone  marmorizzato!

Dopo  questo  post  di  così  intenso  spessore  intellettuale  e  speculativo, mi  alzo  e  vado  a preparare  la  cena. Non  mi  va, ma  mi  tocca. Buona  serata. 😀

Dolci pensieri

Sta  arrivando  l’antipatico  Caronte  e   ci  attendono  giorni  assai  roventi. Col  caldo  infernale  di  fine  luglio,  si  è  assaliti  dalla  stanchezza  e  dal  desiderio  di  evadere: i  pensieri  fuggono  ribelli  verso  spiagge  assolate  o  montagne  e  prati  in  fiore, e  tutto  si  vorrebbe  fare  tranne  che  impegnarsi  in  attività  faticose  e  ripetitive.

Io, per  non  fissarmi  troppo  sui  malesseri  di  cui  sono  vittima  a  causa  del  clima, sto  pensando  di  preparare  un  bel  tiramisù. Credo  che  mi  metterò  all’opera  sabato. Intanto, per  consolare  un  po’  gli  accaldati  lettori  che, nonostante  l’afa, decidono  di  passare  su  questo  blog, ecco  una  squisitezza: un  cupcake  con  cocco, lime  e  mango. Gusti  estivi, non  c’è  che  dire. 😀cocco

(La  foto  è  tratta  da  qui: https://www.facebook.com/camillarossitorte/photos_stream)

Pensieri sconnessi

Ieri  sera, complice  il  buon  umore  dovuto  alla  stagione  autunnale, mi  è  venuto  l’improvviso  ghiribizzo  di  preparare  una  torta  allo  yogurt. Ho  radunato  tutto  il  necessario, ho  preso  con  me  la  ricetta  e  mi  sono  messa  all’opera. Morale  della  storia: ho  terminato tardi, la  torta  ha  finito  di  cuocersi  alle  23  e  30  e  io  ero  semi-distrutta  avendo  già  avuto  una  giornata  assai  pesante. In  più  ho  dovuto attendere  che  la  mia  dolce  creatura  si raffreddasse  prima  di  poterla  mettere  via  ben  chiusa, in  modo  da  preservarne  la  morbidezza. Risultato: questa  mattina  ero  stanchissima, però  ho  mangiato  la  torta.  😀                                                                                                                                                                            Intanto  sto  già  pensando  a  cosa  farò  sabato:  pan  di  Spagna  o  torta  zebrata? Ciambella  marmorizzata  o  torta  paradiso? Non  ho  ancora  deciso,  ma  certamente  non  farò  a  meno  di  preparare  qualcosa. Rimuginare  sulla  preparazione  dei  dolci  m’infonde  allegria  e  forse  mi  fa  tornare  un  po’  bambina, sebbene  neppure  io  comprenda  in  pieno  perché.

Nell’attesa, mi  abbandono  con  trasporto  all’atmosfera  di  queste  lunghe  serate  autunnali, in  cui  il  silenzio  è  una  porta  scura  che  attende  di  essere  aperta  per  rivelare  strani  incantesimi  – e  profondità  inaspettate  mentre  fuori  piove.

(L’immagine  è  tratta  da: http://ricette.giallozafferano.it/Torta-paradiso.html)

Dolci e fantasie


L’ho trovata per caso navigando su internet e me ne sono innamorata. Questa torta si chiama Maria Antonietta ed è stata creata da Camilla Rossi.

Quando vedo torte simili a questa, regredisco di colpo all’infanzia e comincio a nutrire fantasie un po’ stravaganti: ad esempio, mi piacerebbe affondare le mani nell’impasto morbido per sporcarmele tutte, senza alcun ritegno. Poi, però, penso che sarebbe bello lasciare questa meraviglia intatta, così com’è, vero incanto per gli occhi e per l’immaginazione. Ma ci si può limitare a guardarla senza assaporarne neppure una briciola? 8)

A parte queste vane speculazioni, dovute anche al caldo afosissimo – oggi il termometro ha toccato i 41 gradi e ormai io straparlo- l’immagine m’infonde allegria e perciò ben venga!

Frittelle di mele


Non dovrei parlare di cucina, proprio no, perché non amo troppo cucinare e lo faccio solo perché costretta. A mia parziale discolpa – devo pure giustificarmi in qualche modo – c’è il fatto che ho molta volontà e un certo senso del dovere, per cui mi applico con diligenza e ho persino imparato in fretta a preparare bene alcuni piatti.
Dove voglio arrivare con questo discorso? Da nessuna parte. Solo che oggi è Halloween, domani sarà la festa dei Santi e dunque, visto il clima spensierato, mi sono tornate in mente le frittelle di mele che ho fatto lo scorso sabato. 😀

Ho trovato la ricetta su Mani di Fata di settembre e ho deciso di provare. Non mi sono mancati timori e tremori: avevo il terrore, infatti, di combinare un disastro, di bruciare tutto e di rovinare la cucina. Invece, con mio grande stupore, non solo non ho distrutto la cucina ma le frittelle sono risultate squisite e io sono uscita illesa dall’esperimento. :mrgreen:

Ecco che allora trascrivo la ricetta. Chissà! A qualcuno potrebbe interessare.

Ingredienti per 4 persone:
3 mele renette
2 uova
1 limone
100 grammi di farina
1 cucchiaio di lievito in polvere
mezzo bicchiere di latte
sale
zucchero a velo

Preparazione
Sbucciare le mele, privarle del torsolo e tagliarle a rondelle. In seguito disporle su un piatto fondo spruzzandole di limone.
In una scodella sbattere i due tuorli d’uovo con un pizzico di sale e la buccia grattugiata di mezzo limone; incorporare, mescolando leggermente,le due chiare d’uovo montate a neve e poi, a poco a poco, la farina, il latte e il lievito.
Mettere sul fuoco una casseruola con olio abbondante – consiglio quello d’arachidi – e, quando va in ebollizione, immergere nella pastella le rotelle di mele e friggerne poche alla volta. A mano a mano che diventano dorate, toglierle dalla casseruola e metterle su un foglio di carta assorbente. Servirle cosparse di zucchero a velo.

(La foto è tratta da qui)

Mai fermarsi…


…alle apparenze. Sì, lo so, è una frase fatta, ma in questo caso indica una profonda verità che riguarda il mio fornaio di fiducia, il mitico Pasquale. Originario del salernitano, ha trascorso un periodo a Varese e poi, a causa di varie vicissitudini, si è trasferito qui a Modena.
Il negozio di Pasquale, situato in centro storico, è vecchio e non ha nulla di speciale, almeno da un punto di vista estetico: si tratta di una bottega un po’ malandata con annesso il forno, una bottega modesta che forse avrebbe bisogno di essere ristrutturata. Però, in questa semplice e onesta bottega si preparano alcuni dolci che possono essere definiti “opere d’arte”.

In passato ho frequentato fior di pasticcerie, con vetrine lucide come specchi, torte messe in bella vista, cumuli di paste colorate e altro ancora, ma si trattava di tutto fumo e niente arrosto: torte secche o dure o con sapori strani sui quali era meglio non indagare, e paste così dolci da far venire il mal di stomaco e il diabete anche a una persona sanissima.
Da Pasquale, invece, nulla di tutto questo. Le sue torte di mele, ad esempio, non sono normali torte di mele ma autentiche poesie per il palato: ce ne sono di due tipi, una con mele dentro e un’altra con mele sopra, e non si sa quale delle due preferire. In passato odiavo le torte di mele, ma dopo aver assaggiato quelle di Pasquale mi sono convertita. Ottime anche la crostata di amarene, che sembra fatta in casa, e la torta Barozzi, un succulento dolce al cioccolato tipico di queste parti.

Ma il momento dell’estasi completa giunge a primavera, quando comincia il periodo in cui viene preparata la torta di fragole. In vita mia non ho mai assaggiato niente di simile e non sto esagerando. Delicata, morbidissima – bisogna persino stare attenti a non spezzarla -, farcita con una crema che definire raffinata è riduttivo, la torta di fragole è un capolavoro di alta pasticceria. Ed è l’unica cosa che, in questo splendido autunno, m’induce a pensare alla primavera. 🙂

(L’immagine è tratta da: http://casa.atuttonet.it/tag/diametro)

Lode al “bombolone”

bombolone
Lo considero uno dei piaceri più grandi della mia vita. Quando lo mangio, cerco sempre di non affrettarmi a finirlo per assaporarlo lentamente. Persino guardarlo è per me fonte di gioia, perché m’infonde allegria.
Sarò molto banale, ma per me i momenti più felici sono legati alle cose più semplici. Fra queste, annovero senz’altro il mitico bombolone ripieno di morbida e dolcissima crema.

Torta di Vianne


Si può portare scompiglio in una fin troppo quieta e conformista comunità soltanto aprendo una cioccolateria? Sì, è possibile. Chi ha visto il delizioso film Chocolat sa a cosa mi riferisco.
Vianne Rocher giunge a Lansquenet insieme a sua figlia, apre una cioccolateria nel periodo della quaresima, e suscita i sospetti e la riprovazione del diffidente e bigotto conte di Reynaud, sindaco e soffocante guida morale della piccola cittadina. Grazie alla comunicativa, alla simpatia e all’ottimismo, Vianne riesce a influenzare positivamente la vita di molte persone, tanto che alla fine persino il ferreo conte di Reynaud cede e diventa “umano”.
Nel film la cioccolateria di Vianne è bellissima e colma di splendidi dolci al cioccolato. Perché non prendere spunto da questa storia per soddisfare qualche piccolo peccato di gola? 😉 Ecco la ricetta della torta al cioccolato di Vianne.

Ingredienti
Per 6 persone

125 g burro, a temperatura ambiente
150 g zucchero
2 uova
200 g cioccolato fondente
1 cucchiaio Cointreau
1 cucchiaio di buccia di arancia finemente grattugiata
220 g farina
2 cucchiai cacao amaro
1 busta lievito in polvere
250 ml latte
La ricopertura
250 g cioccolato fondente
375 ml panna

Procedimento
Riscaldate il forno a 180 gradi.
Montate con l’aiuto del frullino elettrico lo zucchero con il burro fino a quando è diventato bello cremoso. Aggiungete poi le uova, una alla volta, il cioccolato fuso e intiepidito, il Cointreau e la buccia di arancia grattugiata.
Settacciate la farina col cacao ed il lievito e poco alla volta, in alternanza col latte, incorporatelo all’impasto di cioccolato. Versate il tutto in una tortiera imburrata dal diametro di circa 25 cm ed infornate per 40 minuti. Sarà pronta quando infilando al suo centro uno stecchino, ne uscirà pulito. Sformatela e rovesciatela su di una gratella in modo che si raffreddi bene.
Nel frattempo preparate la ganache (ricopertura) mettendo la cioccolata in un recipiente metallico e versandoci sopra la panna che avete portato a leggera ebollizione. Lasciate che il calore sciolga la cioccolata per circa 3 minuti e poi mescolate bene fino ad ottenere una crema morbida. Fate raffreddare il tutto in frigorifero per circa 20 minuti in modo che solidifichi un po’ ma non troppo. Passato questo tempo, toglietela dal frigorifero e, aiutandovi col frullino elettrico, mescolate bene fino a quando otterrete una crema che verserete al centro della torta e che spalmerete tutto intorno, con l’aiuto di una spatola di metallo, in modo da ricoprirla tutta.

E mi raccomando: mangiate a sazietà! 🙂

(la ricetta è tratta dal sito: http://www.mangiarebene.com)

Agnello in pasta di mandorle

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Era simile a quello della foto, ma molto più grande. In queste festività l’ho mangiato con gioia quasi infantile: si tratta di uno squisito dolce in pasta di mandorle, realizzato artigianalmente e tipico della tradizione dolciaria salentina, ripieno di gianduia, granella di nocciole tostate e gelatina d’arancia. Una vera squisitezza, da leccarsi i baffi, come si è soliti dire in simili occasioni.
Forse ne ho mangiato un po’ troppo, ma non ho resistito. 🙂 Lo consiglio vivamente a chi ama i dolci.