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Posts Tagged ‘dolcezza’

primavera13

Tutti  vorremmo  che  fosse  così: limpida, fresca, un  po’  ingenua  nel  suo  entusiasmo, accogliente, rilassante, generosa. L’inizio  di  primavera  è  un’emozione  che  sa  di  vita  pura, è  un  ritorno  all’ebbrezza  dell’esistenza, è  un  sogno  necessario  per  riuscire  a   proseguire. Bisogna  colorare  l’esistenza, bisogna  inventarsi  nuovi  toni  e  altri  incantesimi  per  non  lasciarsi  andare. Bisogna  creare  la  primavera, aiutarla  a  manifestarsi, esserle  complici; bisogna  comprendere  che  richiede  il  nostro  impegno, che  da  sola  non  può  farcela. La  primavera  siamo  noi  quando  sappiamo  cogliere  nuovi  profumi, quando  scorgiamo  un  fiore  nascosto  sotto  la  polvere, quando  l’azzurro  del  cielo  pervade  i  nostri  pensieri.

Primavera. Dolcezza, divertimento, leggerezza, allegria. E  allora  divertiamoci  un  po’. L’amica  Valentina  mi  ha  assegnato  un  premio  “goloso”: si  chiama  Super  Sweet  Blogging  Award  e  lo  ricevo  con  gioia.

Ecco  il  regolamento  del  premio:

1. Visita e ringrazia il blogger che ti ha nominato;
2. Ringrazialo nel tuo blog e crea un link al suo;
3. Rispondi alle domande “Super Dolci”;
4. Nomina una “Dozzina di panini” a cui dare il premio, crea un link al loro blog nel post e avvisali postando un commento nel loro blog;
5. Copia e sposta il premio nel tuo blog.

E  ora  le  domande  Super Dolci:

1. Biscotti o torta? Indubbiamente  torta, con  la  preferenza  per  i  gusti  semplici.
2. Cioccolato o Vaniglia? A  seconda  dei  casi  e  dei  momenti.
3. Qual  è il tuo spuntino dolce preferito? Non  ne  ho  uno  preferito, tutto  dipende  dalle  occasioni. Mi  piace  molto, però, mangiare  la  torte  che  faccio  io, tipo  la  mitica  “7  vasetti”.
4. Quando hai maggior voglia di cose dolci? Di  pomeriggio  o  dopo  cena.
5. Se tu avessi un soprannome “dolce”, quale sarebbe? Mhm…difficile  rispondere. Sono  una  frana  in  queste  cose, mi  arrendo. 😀

Come faccio  sempre  in  questi  casi, non  nomino  altri  blogger  ma  invito  chiunque  lo  voglia, fra i  miei  amici  del  web,  a  ritirare  questo  premio  e  a  scrivere  un  post  in  tema. L’immagine  è  una  vera  delizia:

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Oggi  è  una  stupenda  giornata  di  novembre:  spenta e  profondamente  malinconica. Sembra  strano  o  forse  folle  definirla  stupenda – lo  so – eppure  novembre  è  questo: un  alternarsi  di  debole  sole  e  di  bruma, una  vertigine  di  tristezza  mista  a  timidissima  gioia. Grazie  a  questa  atmosfera, la  casa  diventa  un  rifugio  prezioso, il  luogo  dei  sogni  a  occhi  aperti, la  dimensione  ideale  per  riposare, progettare, lavorare, esprimersi  al  meglio.

La  poesia  di  novembre  è  diversa  da  quella  di  ottobre. Novembre  è  meno  ambiguo, più  intenso  nel  manifestare  i  suoi  umori, la  sua  estrema  sofferenza, i  colori  della  sua  agonia. In  un  certo  senso, ci  pone  di  fronte  alle  nostre  responsabilità  e, nel  farlo, conserva  sempre  quella  dolcezza  di  cui  è  privo  l’inverno. Ecco  perché  novembre  è  un’occasione  da  non  lasciarsi  sfuggire: prima  che  la  scure  dell’inverno  si  abbatta  su  di  noi, ci  ammonisce  e  c’invita  a  raccogliere  tutte  le  energie  necessarie  per  affrontare  i  mesi che  verranno, insegnandoci  che  l’esistenza  non  è  solo  un  vano  disperdersi  fra  voci  insensate  e  risate  stridule, ma  qualcosa  di  ben  più  profondo  e  complesso. E  solo  recuperando  un  rapporto  con  se  stessi  è  possibile  comprenderlo.

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Dopo lo squallore della pioggia e del cielo scuro, oggi il sole splende ma la giornata è freddissima, quasi invernale. Restano i colori a ricordarci che è ottobre, che è autunno e che ci attendono altri momenti di serenità e d’inarrivabile dolcezza.
Scomparsa la tristezza dal volto del cielo, persino gli alberi, mentre le foglie li abbandonano senza rimorsi, sembrano sorridere e forse divertirsi di fronte allo spettacolo del mondo.

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In questa gelida mattina color antracite, la neve ha fatto di nuovo la sua comparsa e sembra decisa a continuare la sua danza. M’invade una quieta serenità che sa d’azzurro e di rosa nonostante il tempo e la notte difficile, priva di riposo. Fuori, oltre la finestra della mia camera, l’inverno sta trionfando sicuro di sé e tenebroso:il suo fascino è ogni anno lo stesso, sinistro e tagliente.

Mi mancano i languori dell’autunno, non posso negarlo. Assetata di dolcezza, rimpiango le sue infinite sfumature e la sua delicatezza. L’inverno assomiglia a un uomo troppo virile, tutto spigoli e angoli acuti, senza rari tratti femminili a ingentilirne gli umori: attira ma nel contempo ferisce. La sua è una bellezza estrema ma priva di quell’incanto senza nome che deriva dal rifiuto degli eccessi, dall’ambigua fusione di una varietà di colori, da un’apparente remissività che cela invece un’incontenibile energia.

Adesso, nel gelo impietoso del primo pomeriggio, i fiocchi di neve sono diventati più radi. La strada è vuota, priva di passi e di voci. Questo è un momento prezioso. Continuo a rimpiangere il timido sorriso del pallido sole autunnale, ma, sia pure in modo diverso – gli amori non sono mai tutti uguali -, amo anche quest’atmosfera implacabile nella sua durezza. Non è un amore fondato su una spontaneità di sentimento e d’attrazione che invade il cuore senza lasciare spazi vuoti; questo è un amore che nasce dalla riflessione, dalla volontà di sopravvivere al freddo e all’oscurità, dalla capacità di scorgere sotto un volto tanto arcigno il barlume di un breve sorriso, una profondità d’intenti, una purezza cristallina nonostante il rigido disincanto.
Il mio sentimento per l’inverno ha il tono maturo e forse un po’ rassegnato dei secondi amori, quelli che subentrano perché occorre proseguire, perché il cammino non è stato interamente percorso, perché non ci si può arrendere alla crudeltà del cielo. E perché in fondo l’attaccamento alla vita è così forte, sebbene non dichiarato, da voler sfidare la malignità degli dèi.

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Verso l’autunno

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Si sta avvicinando lentamente e senza clamore, almeno per ora. L’inizio dell’autunno è uno dei periodi più magici dell’anno, con le giornate che si accorciano, le ombre che diventano sempre più intense, il sole che perde a poco a poco il suo furioso livore.
L’inizio dell’autunno è dolcezza che s’insinua in ogni parte della nostra esistenza. Ci regala una strana serenità, avvolta dal calore di pensieri troppo intimi per essere rivelati al mondo.

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I gatti

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A volte se ne incontra qualcuno improvvisamente, all’angolo di una strada poco frequentata: passo felpato, orecchie dritte, sguardo enigmatico. Con la sua silenziosa presenza rende meno grigio l’asfalto cittadino, meno triste l’autunno che avanza, meno squallida la pianura tutt’intorno.
A volte se ne incontra qualcuno che sale su un albero, rapido, disinvolto e un po’ malandrino; altre volte ancora se ne vede qualcuno beatamente sdraiato in un luogo remoto e riparato dal sole.

La verità è che un gatto fa la differenza, ovunque si trovi: illumina una giornata fredda e scura, rallegra una serata malinconica, infonde gioia, pace e serenità. I gatti sono generosi anche se fingono di non saperlo: regalano solo bellezza, calore, dolcezza e simpatia.
Un mondo senza gatti sarebbe un posto infinitamente più amaro.

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Segreto d’agosto

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L’aria sembra abbandonarci nel pomeriggio troppo afoso e chiaro. Fra il bianco e il viola dei fiori, persino il tempo pare fermarsi.
In fondo al viale un’ombra, cupa e incerta, cela il volto più bello. Vorrebbe mostrarsi ma non è ancora il momento: il tempo non scorre, l’aria è immobile, il cielo è troppo stanco. Occorre aspettare.

Agosto è lento e distratto, caldo e avvolgente. Agosto è viola e bianco, fra le azalee e i ricordi che non vogliono morire.
Quell’ombra rimane, scura e incerta, in fondo al viale: nasconde il segreto più bello, lo splendore di un’infinita dolcezza che non so dimenticare.

(La foto è tratta da:
http://www.zerodelta.net/musei/museo-di-villa-carlotta_tremezzo.php)

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