Inverno e nebbia fitta

L’ho vista calare intorno alle diciassette. L’ho vista addensarsi silenziosa e caparbia, fitta, quasi minacciosa, tenace – lei non teme nulla. E così le sono andata incontro – io lo so che accogliere è sempre l’unica via, il solo modo per esistere, per non essere travolti dal divenire.

Amo molto fotografare gli alberi spogli abbracciati dalla nebbia: mi sembrano più vivi che mai, desti, magnifici simboli di resistenza e di vigore. E mi piace immaginare che la nebbia sia arrivata per proteggerli.

Luglio e il divenire

L’esistenza si snoda come una somma di problemi da risolvere o aggirare, come un percorso a ostacoli costanti. Qualche volta arriva anche il riposo, l’attimo di quiete e, con esso, l’illusione che il flusso inarrestabile, il mutamento perpetuo intrinseco al procedere nel mondo, si sia dissolto – per nostra fortuna, incomparabile fortuna.

Ma non è così, non è mai così. E, in un mese estremo come luglio, capita di essere felici nel pensare che la vita sia un divenire costante, e che questo movimento sia destinato a proseguire, sebbene ora sia un procedere come di nascosto, come se si dovesse attraversare un passaggio stretto, di quelli che ti fanno mancare il fiato.

A luglio, col sole rovente – a luglio inospitale.

Luglio fra noi

 

 

 

 

 

Salutiamo l’arrivo di luglio, il mese del caldo afoso e del sole ininterrotto, con un’immagine che evoca freschezza, possibilità di respiro, svago. E poi l’acqua irrefrenabile, che non conosce pause, che continua a scorrere qualunque cosa accada, è un potente simbolo del flusso del divenire, del mutamento incessante che travolge ogni cosa, dell’infinito.