Quando l’autunno

A  settembre, l’autunno  manifesta  la  sua  presenza  con  estrema  discrezione. Il  suo  procedere  cauto  e  rispettoso  è  uno  spettacolo  ammaliante, ma  soltanto  per  gli  sguardi  più  attenti, quelli  che  si  soffermano  con  silenziosa  gioia  a  osservare  la  luce  stanca  del  tardo  pomeriggio, e  quella  penombra  che  invade  le  stanze  ben  prima  dello  svanire  del  giorno.

Così, non  si  può  fare  a  meno  di  immaginare  ciò  che  accadrà  quando  l’autunno  abbandonerà  il  suo  riserbo, quando  inizieranno  i  giorni  in  cui  le  foglie  cadranno  insieme  alla  pioggia, deboli  ma  non  ancora  stremate, e  noi  potremo  guardarle  dietro  a  una  finestra  chiusa, stupefatti  proprio  come  se  fosse  la  prima  volta, come  se  non  avessimo  mai  visto  prima  la  pioggia, le  foglie  e  il  vento  abbracciarsi, piangere, sorridere.

Pomeriggio di ottobre

autunno ottobre

Ore  16:40. La  giornata  è  stata  bellissima, almeno  finora.  Sole  alto  e   luminosità  dolce  alternata  a  qualche  raro  momento  di  pallidissimo  grigio  chiaro: è  uno  dei  risvolti  più  tipici  di  ottobre, quel  lento  procedere  verso  ombre  più  intense  con  elegante  disinvoltura, con  ammirevole  discrezione, con  classe  inarrivabile.

A  quest’ora  del  pomeriggio  la  mente  è  un’altra, calma, serena  e  disposta  a  perdersi  in  qualche  sogno – fuggevole  ma  gradito. Si  è  presenti  e  lontani  nello  stesso  tempo, distesi  e  soddisfatti  grazie  all’indefinibile  quiete  di  ottobre, enigmatica  ma  colma  di  tenerezza, come  un  abbraccio  morbido  e  suadente  che  rivela  mondi  sconosciuti. Ci  si  ferma  volentieri, anche  solo  per  dieci  minuti; ci  si  ferma  volentieri  e  ci  si  ascolta  in  profondità, si  avverte  ciò  che  non  sarà  mai  pronunciato,  il  vero  dentro  di  noi, quello  che  nessuno  potrà  mai  afferrare. E  per  un  attimo – un  attimo  soltanto – sembra  di  esistere  nell’altrove  e  nell’eterno.

 

Di lento declino

After a Chilly Rain I

Oggi  è  stata  una  tipica  giornata  autunnale  piovosa  e  un  po’  malinconica. Non  mancano  i  giorni  di  sole, ma  questo  alternarsi  di   pioggia  e  bel  tempo  ci  conferma  che  la  luce  si  sta  spegnendo  a  poco  a  poco.

Ottobre  è  il  mese  che  amo  di  più  perché  ha  in  sé  l’ambigua, irrisolta, seducente  bellezza  della  complessità: non  può  essere  racchiuso  in  una  rigida  definizione  a  causa  dei  suoi  tanti  colori  e  di  quell’atmosfera  di  quieta  agonia  che  lo  pervade  con  discrezione, insinuandosi  fra  le  pieghe  sottili  delle  ombre  che  aumentano  di  giorno  in  giorno. Ottobre  è  privo  di  reali  asprezze; persino  nei  giorni  più  scuri  è  incapace  di  arroganza, persino  nelle  ore  più  tetre  sa  essere  accogliente. Ottobre  evoca, richiama, annuncia, accarezza, soccorre, non  delude; ottobre  è  il  declino  senza  timori, la  maturità  felice  di  se  stessa, la  speranza  che  resta  salda  anche  quando  il  vento  e  la  pioggia  si  accaniscono  lungo  le  strade  vuote.

A  ottobre  si  vorrebbe  che  le  serate  non  avessero  fine, che  il  tempo  potesse  dilatarsi  all’infinito  per  abbandonarsi  a  ogni  sorta  di  pensiero, per  poter  parlare, capire, guardare  il  buio  oltre  la  finestra  senza  avvertire  inquietudini  o  tristezze.

 

 

Ottobre

Inizia  uno  dei  più  bei  mesi  dell’anno. Un  mese  dai  mille  volti, per  certi  aspetti  imprevedibile, dolce  e  aspro  nello  stesso  tempo. Però, al  di  là  delle  tante  sfumature  che  lo  caratterizzano, ottobre  ha  una  profondità  rara  che  non  l’abbandona  mai, neppure  quando  appare  chiaro,  luminoso  e  forse  incline  allo  scherzo.

Ottobre  è  serio  anche  quando  ride, persino  quando  sembra  regalarci  una  nuova  estate. La  sua  non  è  la  serietà  di  novembre, sempre  struggente  nel  suo  delicatissimo  sfacelo, e  neppure  la  serietà  dei  lunghi  mesi  invernali, severi  e  ombrosi  anche  nelle  giornate  di  sole. La  serietà  di  ottobre  è  quella  di  un  amico  generoso  e  sincero, disposto  ad  aiutare  senza  enfasi  e  con  discrezione: è  la  serietà  di  chi  non  impone  ma  invita, di  chi  mostra  il  sentiero  ma  poi  si  fa  da  parte, di  chi  rispetta  e  comprende.

Ottobre  è  l’autunno  lento  che  avvolge  ma  non  opprime, che  sussurra  parole  importanti  senza  pretendere  di  essere  ascoltato, che  ricorda  l’esistenza  di  ombre  senza  però  dimenticare  la  luce. Ottobre  è  saggezza  modesta  e  tranquilla, serenità  nel  dolore, pietà  e  conforto  anche  nell’oscurità   dei  giorni  più  tristi.

Le primule

primula.jpg
Tempo di primavera, tempo di fiori. Sebbene in molte parti della Penisola sia tornato il freddo, tuttavia è pur sempre primavera. E se le violette sono un simbolo di questa dolce stagione, altrettanto lo sono le primule.
La loro bellezza, proprio come quella delle viole, è pacata e poco appariscente. Sono anch’esse il trionfo della semplicità, di una bellezza che fatica a imporsi ma che ha in sé il fascino della modestia e del riserbo, dello starsene appartate e silenziose in attesa di ammiratori sensibili e attenti.