Proteggersi sempre, a qualsiasi costo

Ma perché capita sempre a me? Perché succedono sempre queste cose a chi non le merita? Perché i guai capitano tutti insieme?

Sono domande che sento spesso e che svelano un sentimento d’impotenza o un atteggiamento fatalistico, molto deleterio. Ieri le ho sentite persino alla fermata dell’autobus, fra lunghi e ingenui discorsi su amicizie e affetti. Ciò che ho udito ha stimolato in me alcune riflessioni, e così ora ne approfitto per scrivere qualche pensiero.

È vero che non possiamo controllare tutti gli eventi che ci accadono, ed è vero che le conseguenze delle nostre azioni possono sfuggirci; ma se ci s’impegna nella ricerca delle cause dei fenomeni, spesso si può rispondere anche a domande che sembrano evanescenti e trovare soluzioni concrete. Dunque, perché succedono certe cose a chi non le merita? Perché i guai capitano tutti insieme?

  1. Se ne approfittano, è la regola

Quando ci si trova in difficoltà materiali o psicologiche o entrambe, molti se ne approfittano. L’istinto di sopraffazione fa parte della natura umana ed è ineliminabile, così come sono ineliminabili certe pulsioni sadiche. Pertanto, chi è in difficoltà si trova sempre esposto alla cattiveria e alla meschinità altrui, e accumula quindi guai su guai, problemi su problemi, in una girandola che sembra infinita.

Se poi si entra in contatto con individui affetti da disturbi di personalità anche gravi, come ad esempio narcisisti patologici e maligni, è chiaro che l’impatto possa essere devastante, perché costoro sono predatori e predatrici che, per rinforzare il loro ego malato, hanno un bisogno costante di vittime. Le fiutano, le cercano, le colgono a colpo sicuro scegliendo apposta chi è in un momento di fragilità e orientandosi sempre verso le persone migliori, cioè quelle dotate di un buon senso etico e di capacità empatiche.

Perché lo fanno? Perché scelgono di nutrire il proprio ego raggirando le persone migliori? Semplice: 1) sono certi di garantirsi affetto e attenzioni da parte di chi è capace di provare sentimenti profondi; 2) per un predatore sadico è meraviglioso poter rovinare la vita di chi ha tutte le qualità che lui non possiede. Perché lo sa – eccome se lo sa – di essere disgustoso e di avere il Nulla dentro.

2) Stabiliamo alcuni punti fermi

Bisogna distinguere in modo netto fra vittime e carnefici. Questo è un punto molto rilevante, perché a volte si tende a confondere cause ed effetti, e persino a considerare furbo chi manipola e rovina gli altri per il solo gusto di farlo, per sentirsi forte e importante. Ma non è così. Chi mente, chi manipola, chi truffa, chi si diverte a far passare gli altri per stupidi, chi si diletta in voltafaccia improvvisi, chi trascorre la vita a sottolineare e a cercare solo i difetti e le debolezze altrui ha sempre torto ed è una brutta persona.

Chi invece cade nei tranelli di gente simile, è una vittima e non deve vergognarsene: una persona sana ed equilibrata, infatti, non può immaginare cosa si annidi nelle menti perverse, non può capire fino a che punto certuni possano spingersi. Non si tratta di stupidità, ma di mancanza di conoscenza. E qui arriviamo al punto più importante: se il problema è una mancanza di conoscenza, è chiaro che si possa trovare una soluzione impegnandosi a capire come funziona l’animo umano e ricavando preziosi insegnamenti dall’esperienza. Però bisogna volerlo fare.

3) Empirismo, questo sconosciuto

Per vivere bene e proteggersi dalla cattiveria delle persone di cui sopra, bisogna attenersi ai fatti e ragionare soltanto in base a essi. E i fatti sono l’insieme dei comportamenti di chi ci circonda, da osservare sempre con attenzione.

Esistono senz’altro individui molto abili a ingannare il prossimo, ma tale abilità non dura mai a lungo, perché si tradiscono sempre abbastanza in fretta, con le parole e con le azioni. I segnali non mancano mai, sfumati o meno. E questa è un’ottima notizia, perché significa che ci si può difendere. Come si fa? Semplice: si abbandona il regno delle favole e ci si attiene a ciò che si vede e a ciò che si sente. Può essere duro, in qualche caso traumatico, ma è indispensabile per apprendere e quindi vivere bene.

Chi ti maltratta, ti disprezza. Fine, non esistono altre spiegazioni. E allora perché perdi tempo con chi ti disprezza? Taglia, chiudi. Chi comunica in maniera ambigua o fumosa, nasconde qualcosa. Perché allora ti fidi? Taglia, chiudi. Chi usa il trucco del bastone e della carota, ti fa un complimento e poi t’insulta, ti fa una carezza e poi ti offende, è un individuo senza scrupoli che ti sta manipolando per esercitare un potere su di te, per sottometterti distruggendo la tua autostima e tenendoti in bilico, in un perenne stato di sospensione. Perché sprechi la tua esistenza dietro a gente tanto sadica? Ti rendi conto che stai facendo divertire un essere che non merita nulla? Ti rendi conto che stai gettando al vento le tue buone qualità? Ti rendi conto che la vita è breve? Come fai a stimare un individuo perverso e complessato?

4) Vuoti e mancanze

Desiderare che qualcuno ci dimostri affetto, comprensione, amore e stima è umano e non bisogna vergognarsene. Oltretutto è un desiderio particolarmente forte se si devono colmare penosi vuoti affettivi. C’è però un problema, che è anche un grave rischio: questo desiderio tanto umano può renderci fragili e trasformarci in vittime perfette per le tante persone disturbate che affollano il mondo. Tante, eh, davvero tante. Perciò è opportuno difendersi ed evitare di consegnarsi allegramente a chiunque. Dovrebbe diventare un assioma: mai consegnarsi allegramente a nessuno.

5) L’equivoco della solitudine

Molte persone si consegnano allegramente a chiunque e tendono a tollerare ogni sorta di rapporto malsano per il timore della solitudine. Sopportano vessazioni, mancanze di rispetto, offese, tradimenti e ripetute violenze psicologiche. In alcuni casi anche fisiche. Oppure sprofondano nella palude della mediocrità.

Spesso ciò nasconde il terrore del giudizio altrui, che deriva da una mancanza di autostima; così, avere molti, presunti amici o un partner diventa un modo per acquistare un po’ di sicurezza, per sentirsi come tutti gli altri, oltre che più belli, più desiderabili, più importanti. Se ho qualcuno, allora valgo qualcosa: il ragionamento è più o meno questo. Ma incatenarsi con le proprie mani a relazioni molto insoddisfacenti è il trionfo della solitudine, quella autentica, devastante.

Quanta straziante solitudine si prova in certi rapporti? Quanto dolore, quante mancanze, quanto spreco di energie ci sono nel trascinare a lungo simili relazioni? Al contrario, scegliere con consapevolezza di stare da soli, ed evitare di abbassarsi a livelli così infimi, significa aprire le porte a tante belle possibilità. A patto però di usare la razionalità, che significa, come ho scritto sopra, valutare bene le persone osservando i fatti, senza nascondere la testa sotto la sabbia.

6) In sintesi

Per risolvere un problema, occorre conoscerlo in tutti i suoi aspetti. Perciò è opportuno essere realisti, attenersi ai fatti, cogliere tutti i segnali che gli altri ci mandano e agire di conseguenza, per salvarci e avere una vita serena e gratificante. Soprattutto, quando ci si trova in difficoltà è bene avere il massimo rispetto per se stessi, amarsi, proteggersi ed evitare di affidarsi a chiunque, perché è proprio in quei momenti che attiriamo le persone peggiori. E così finiamo per dire: perché capita sempre a me?

Cammina silenziosa

Cammina silenziosa, la primavera, cammina verso l’estate – e i pomeriggi, i pomeriggi sono estenuanti, il nostro tramonto. Si rincorrono emozioni, frammenti di vitalità intensa, chiudere la porta di casa, afferrare i sogni – quelli sfregiati dagli anni.

Le sere erano interminabili, il giardino ascoltava – erano i nostri discorsi -, il giardino ascoltava e taceva. Ma io lo so che torneremo sotto le stelle, e sarà una notte d’agosto – come se il tempo avesse deciso di oltrepassare quella curva.

Blog e categorie

Probabilmente quasi nessuno se ne sarà accorto, ma, alcuni mesi fa, ho inaugurato una nuova categoria del blog: chiacchiere da salotto. In apparenza può sembrare inutile, dato che esiste da anni la categoria frivolezze, trastulli e amenità; tuttavia, la distinzione fra le due categorie esiste, sebbene sottile. Le chiacchiere da salotto sono discorsi spensierati su argomenti poco impegnativi, spesso riguardanti i ritmi della vita quotidiana, discorsi leggeri fatti in confidenza, proprio come avverrebbe in un salotto fra amici; frivolezze, trastulli e amenità, invece, raccoglie i post più ironici, scherzosi e folli che io possa concepire.

Lo so, qualcuno potrebbe pensare: e quindi? Ci scrivi pure un post, su ‘ste cose? Be’, sì, lo scrivo apposta pur di inserirlo nella categoria delle chiacchiere da salotto. Ma lo scrivo anche per ricordare che le categorie, nei blog, sono importanti; non sono mere etichette aggiunte a caso tanto per pubblicare qualcosa, ma sono chiavi indispensabili per la corretta comprensione dei post e del blog tutt’intero. In un’epoca di social e di chiacchiere da bar a profusione, certe puntualizzazioni diventano ancora più pressanti, quasi urgenti. Perché un blog, anche quando si prefigge lo scopo d’intrattenere e di regalare un po’ di sogni, è una cosa seria. Una cosa piccola, sia chiaro; ma con un significato, ecco.

Difendersi


Nel Medioevo il tema dell’amore, considerato in relazione alla morale, è anche valutato e sottilmente analizzato in riferimento ai rapporti sociali. In tale prospettiva si parla del segreto d’amore e della donna dello schermo per indicare i modi attraverso i quali difendere i propri sentimenti dalle pressioni sociali e da una comprensione volgare, ossia dalle opinioni e interpretazioni superficiali dei più.

Prendo spunto da questo brevissimo stralcio di storia medievale per una riflessione più generale, che oltrepassa il tema dell’amore. Difendersi dalle interpretazioni superficiali dei più mi sembra un buon motivo per evitare di affrontare discorsi profondi o relativi alla propria sfera personale con disinvoltura e con chiunque. Il vuoto chiacchierare di tanti, infatti, intriso di gretto conformismo e di meschinità, rischia di banalizzare e di sporcare ciò che invece merita di essere trattato con rispetto.
Anche per questo talvolta si preferisce la compagnia degli animali.

Imbarazzo nel gazebo

gazebo
Era una splendida giornata d’agosto e mi trovavo in vacanza in montagna. Ogni giorno frequentavo un parco in cui, oltre alle solite panchine, c’era anche un bel gazebo, e quel pomeriggio particolare decisi di sedermi proprio lì, contenta di ammirare dall’alto il paesaggio tutt’intorno.
Dopo poco tempo, un uomo venne a sedersi accanto a me e, non ricordo più come, iniziammo a parlare di politica. Dopo circa dieci minuti, giunse un altro signore e si unì con interesse alla discussione. Trascorse poi un altro po’ di tempo e si avvicinò una terza persona, che subito s’inserì nella conversazione.
Tutta presa dall’argomento, non mi accorsi che il gazebo si era progressivamente riempito. Così, quando finalmente mi guardai intorno con attenzione, rimasi sconcertata e mi sentii in estremo imbarazzo perché nel gazebo c’erano ben dieci uomini, mentre l’unica appartenente al genere femminile ero io. 😳

(La foto è tratta da qui)