Anni e memorie


L’immagine qui sopra è eloquente: si tratta della stazione di Modena, indissolubilmente legata al ricordo della mia vita da pendolare ai tempi in cui frequentai l’università di Bologna.
I miei furono viaggi assai travagliati, considerando le partenze mattutine a orari improponibili, il freddo assassino degli inverni padani e i costanti ritardi dei treni troppo affollati. Tuttavia, un insieme di fattori contribuì a farmi divertire nonostante tutto: la giovanissima età, l’ingenua curiosità per un’esperienza di vita nuova, alcune speranze e qualche piacevole incontro furono gli elementi che mi permisero di sopportare, a tratti anche con gioia, i tanti disagi legati a quei frenetici spostamenti.

Quando adesso mi capita di dover fare la pendolare sulla stessa linea, mi diverto molto meno. Le attese mi stancano e mi sembrano infinite anche quando non lo sono, il tempo passato in treno mi sembra soltanto sprecato e in genere non vedo l’ora di tornarmene a casa prima possibile. Ecco perché, nel ripensare a quell’epoca, mi sembra di ricordare un’altra persona, tanto che le immagini di tali memorie svaniscono in fretta, avvolte dalla provvidenziale nebbia degli anni che, come ho scritto altre volte, non trascorrono mai invano.