Donna Rosa

Donna Rosa 1969
Un blog come questo non ha soltanto il compito d’intrattenere i lettori in maniera semplice e senza pretese, ma deve anche svolgere una funzione sociale, contribuendo a salvare dall’oblio opere d’arte d’inestimabile valore.

Parlando allora di opere d’arte, come si può dimenticare Donna Rosa? Ai fortunati che hanno raggiunto l’anno di grazia 2009 completamente ignari di tutto, ricordo con sadico piacere che si tratta del titolo di una canzone composta, insieme ad altri, da Pippo Baudo. Secondo le autorevoli fonti da me consultate, il Sommo Presentatore fece questo splendido dono alla nazione italiana nel 1969, l’anno fatidico in cui il primo uomo sbarcò sulla luna. Coincidenza o imperscrutabile disegno divino? Ai posteri l’ardua sentenza!

Che il numero di canzoni imbarazzanti, partorite dalle menti di vari “artisti”, sia scandalosamente alto, è un dato di fatto; perciò non vogliamo essere ingenerosi e qualificare la canzone di Baudo come la peggiore in assoluto. Del resto siamo adulti e vaccinati, quindi sappiamo che al peggio non c’è mai fine. Inoltre l’ascolto di una canzonetta non fa male a nessuno e tutti noi, almeno una volta, ci siamo dati alla pazza gioia ascoltando con piacere brani incommentabili.

Quello che ci preme rilevare con sgomento, e che costituisce il motivo principale di questo post, è piuttosto il moto d’incontenibile orgoglio con cui, in qualche trasmissione televisiva, il presentatore ha parlato di questa sua creatura. A tale proposito, non vogliamo peccare di eccessiva durezza: ci limitiamo soltanto a sospettare che non sia il caso di ostentare orgoglio per aver contribuito a scrivere musica e parole di tal fatta. Ma si tratta solo di un sospetto, per carità!

Ecco ora qualche strofa a titolo dimostrativo.
Il suo nome è Donna Rosa,
cara, bella,
sorridente e deliziosa
e vuole me.

Qui a inquietarci è soprattutto l’ultima frase: e vuole me. Difficile comprendere, infatti, come una donna sana di mente possa volere un uomo che scrive canzoni simili. Tuttavia la divina provvidenza non conosce limiti, e poi una femmina ridotta alla canna del gas può anche accontentarsi di un Pippo Baudo che scrive versi tanto sublimi.

Andiamo avanti con coraggio e rassegnazione.
Sono sincero,
confesserò,
non ce la faccio
a dirle di no
.
Mando mille telegrammi,
compro cesti di lillà,
canto cento serenate
tutti i giorni,
lei però fa marameo
e poi ritorna da mammà.

Ottima l’inserzione del marameo, segno di buon gusto e soprattutto di sforzo teso a ricercare contenuti nuovi e profondi. Dopo tale vetta poetica, preferiamo non proseguire nell’esame del testo.

Quando la canzone uscì, si registrarono reazioni contrastanti fra chi la detestava. Alcuni si convinsero che, attraverso lo sforzo artistico di Baudo, Dio volesse punire gli esseri umani per le tante malvagità compiute; perciò costoro si dedicarono con fervore ad autoflagellarsi, nella speranza di un rapido perdono da parte dell’Onnipotente. Altri, i più razionali e disincantati, colsero invece nella creazione di Baudo la prova definitiva dell’inesistenza di un Dio buono e misericordioso. Si seppe poi che un ragioniere di Bagnacavallo, poco incline ai rapimenti estatici e alle riflessioni filosofiche, denunciò Baudo per crimini contro l’umanità.

Eccolo: è Dio

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Ebbene sì: finalmente nessuno potrà mai più avere dubbi. Mai più tormenti interiori, mai più scetticismi, mai più sofferenze dell’anima! Adesso abbiamo una certezza, qualcosa di tangibile e di concreto, qualcosa della cui esistenza non potremo più dubitare.
Il Divino Otelma, infatti, noto mago dotato di poteri miracolosi e mistico fondatore dell’Ordine Teurgico di Elios e della Chiesa dei Viventi, ha stabilito un dogma di cui molti – per fortuna – non sono ancora a conoscenza: si è autoproclamato Dio, un Dio più volte reincarnato sulla Terra anche come sacerdote romano custode dei Libri sibillini, sacerdote in Atlantide, faraone-donna in Egitto. Ora ci ha fatto l’inaspettata grazia di giungere tra noi, che l’attendevamo con ansia, per assicurarci la felicità nella vita presente e nelle prossime reincarnazioni.
Un solo cruccio divora l’anima di Dio-Otelma: il Papa. Eh sì, perché il Papa ha il vezzo di dichiararsi vicario di Dio in Terra, ma Otelma ha pubblicamente affermato che, se il Papa fosse davvero ciò che sostiene di essere, lui, in quanto Dio, lo saprebbe. E invece non lo sa.

A parte ciò, siamo contenti perché abbiamo finalmente visto Dio in carne ed ossa, e l’abbiamo ammirato addirittura in televisione ospitato da uomini di autentica fede come Maurizio Costanzo e Bruno Vespa. Chissà perché sorge in noi il pensiero, forse vagamente malizioso, che, dopo aver visto questo Dio, tutti diventeranno atei.