I fiori e la stanza


Che la giornata sia serena o piovosa non importa, perché la pace che invade la stanza è assoluta e nulla potrà turbarla. Qui, mentre dalla strada non giungono voci, c’è tutto il tempo per disporre i fiori. Hanno colori diversi e toni contrastanti; alcuni sono delicati e quasi temono di farsi guardare, altri sembrano persino irriverenti nella loro indomabile vitalità. Ma, al di là delle differenze, stanno bene insieme e, una volta messi nel vaso, parlano di sentimenti, d’emozioni e di pensieri infiniti.

(In foto il dipinto Fanciulla che dispone i fiori, di Federico Zandomeneghi)

Passaggio in India

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Trama
Adela Quested (Judy Davis) parte dall’Inghilterra per recarsi in India, a Chandrapore. Adela viaggia insieme a Mrs. Moore (Peggy Ashcroft), l’anziana madre del suo fidanzato che in India lavora come magistrato civile.
Affascinate dall’India, le due donne si comportano in maniera molto diversa rispetto agli altri inglesi residenti a Chandrapore, che evitano di coltivare rapporti da pari a pari con gli indigeni. Mrs. Moore e Adela, infatti, stringono amicizia con un intelligente e sensibile medico del luogo, il dottor Aziz, che le invita a una gita alle grotte dei monti Marabar. Purtroppo, in quest’occasione capita però un fatto strano: Adela, che si reca da sola con Aziz a visitare alcune grotte, fugge via improvvisamente accusando il medico di tentata violenza.

Aziz viene messo in prigione nonostante si proclami innocente, mentre a Chandrapore i rapporti fra inglesi e indiani diventano sempre più tesi. Ma quando si arriva al processo avviene un colpo di scena: Adela ritira le accuse, accorgendosi di aver commesso un errore. Tuttavia, ormai nulla potrà più essere come prima.

Commento
Tratto da un noto romanzo di Edward Morgan Forster, A Passage to India (1985) è un film di David Lean.
Abbastanza fedele all’opera originale, a parte alcuni ovvi cambiamenti dovuti a necessità di sceneggiatura, il film si segnala per l‘ottima ricostruzione storica e ambientale dell’India sotto la dominazione britannica e per l’accurata caratterizzazione psicologica dei personaggi, di cui vengono messi sapientemente in luce qualità e difetti.
Da sottolineare la presenza di un bravissimo Alec Guiness nella parte dell’imperscrutabile bramino Godbole.

Proprio come il romanzo, il film pone l’accento sulle inevitabili difficoltà che nascono dall’incontro fra civiltà tanto diverse: la fredda razionalità degli inglesi si scontra con l’ingenuo sentimentalismo degli indiani, creando una barriera che è quasi impossibile infrangere, perché valori, mentalità e culture diverse costituiscono enormi ostacoli per la comprensione reciproca.
A tratti algido ma ben diretto, Passaggio in India è una buona trasposizione del bellissimo romanzo di Forster, di cui consiglio la lettura.
Voto: 8
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