Voce di primavera

belvedere

Poi  si  chiudono  le  persiane  e  d’improvviso – non  si  sa  come – compaiono  campi  frastornati  al  sole; e  ci  si  trova  su  un  belvedere, fermi, ad  ascoltare  la  voce  della  primavera  nel  silenzio  del  pomeriggio.

Si  resta  calmi, s’intuisce  qualcosa  oltre  l’orizzonte, sebbene  sia  difficile  spiegarne  i  dettagli. S’intuisce  qualcosa  o  forse  si  sogna  soltanto, forse  si  vede  quello  che  non  è  stato  e  non  sarà. Ma  la  primavera  è  anche  questa: un  lungo  sogno, un’estenuante  attesa  sull’ambiguo  belvedere  dei  nostri  desideri  più  intensi.

 

Buon anno

Fare  gli  auguri  di  buon  anno  è, per  me, la  cosa  più  difficile. Perché? Perché  vorrei  scrivere  tante  cose  ma  ho  poco  tempo  e  perciò  non  le  ricordo  tutte, perché  so  che  finirò  per  dire  le  solite  parole, perché  non  provo  entusiasmo  particolare  per  questa  festa, anche  se  sono  serena. Ma  non  posso  restare  in  silenzio.

Si  spera  sempre  che  il  nuovo  anno  sia  migliore, sotto  tutti  i  punti  di  vista. Allora,  speriamo  che  porti  a  tutti  la  realizzazione  di  qualche  desiderio, tanti  momenti  di  allegria, tanti  cieli  azzurri. E  la  capacità  di  attraversare  le  ombre  e  i  sentieri  scuri  trovando  sempre  un  ponte  d’arcobaleno  ad  attenderci. Buon  2013. 🙂

addobbi(2)

È la nebbia


È la nebbia il conforto del mattino, la nebbia silenziosa e bianca, la nebbia su volti spenti e monotoni pensieri e inevitabili sospiri.
È la nebbia il conforto del cammino, la nebbia silenziosa e amica, la nebbia su segreti preziosi e insopportabili ricordi e inesorabili sospiri.

È la nebbia ed è l’autunno ed è il destino; è la nebbia ed è l’immenso ed è il mattino.