Merenda all’aperto

Una bella merenda all’aperto, e il profumo dei fiori, le foglie, gli alberi, la dolcezza del sole, il crepuscolo che tarda ad arrivare: uno scenario perfetto per lasciarsi trasportare dall’atmosfera di questa stagione.

La primavera ci abbraccia con la sua luce e ci promette meraviglie. E noi l’assecondiamo, fingendo di crederle – in fondo, restiamo sognatori e sognatrici a dispetto degli anni che passano.

 

(L’immagine è presa da: https://www.designmag.it/foto/arredare-un-giardino-in-stile-shabby-chic-per-la-primavera_9963.html)

L’estenuante appannarsi del giorno

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Ore  19:48. Il  cielo  è  ancora  chiaro, mentre  il  lungo  pomeriggio  scivola  via  adagio  in attesa  di  svanire  fra  le  braccia  del  crepuscolo. In  questo  momento  magico, la  luce  resiste  ma  non  riesce  a  dissolvere  le  tante  ombre  di  questa  stanza: è  la  delicata  poesia  di  aprile, l’estenuante  appannarsi  del  giorno  che, minuto  dopo  minuto, cede  il  passo  all’oscurità. E  le  ombre  si  fondono  con  la  luce, in  un  valzer  di  chiaroscuri  che  parla  all’anima  come  nessuna  parola  umana  potrebbe  mai  fare.

Ore  20:10. Avanza  la  sera, avanza  senza  interruzioni, ma  avanza  con  garbo; e  la  luce  è  sempre  più  fioca, pallida  sopravvissuta  prima  di  sfaldarsi  silenziosamente  sotto  il  peso  della  notte. E  si  vorrebbe  che  questo  incedere  lento  proseguisse  per  ore – ambiguo  ristoro  dello  spirito, inatteso  frammento  d’eternità.

Al crepuscolo

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Stiamo  vivendo  quel   breve  momento  dell’anno  in  cui  l’inizio  dell’autunno  assomiglia  all’inizio  della  primavera. Settembre  come  marzo  o  marzo  come  settembre: armonia  di  chiaroscuri  in  attesa  del  compimento, un  preludio  di  nuovi  umori  e  di  altri  sapori.

Il  tardo  pomeriggio  sfuma  nella  sera  placidamente, persino  con  eccessiva  discrezione. Ma  è  questo  stile  sobrio, questo  timore  di  disturbare, questo  procedere  silenzioso  e  assorto  a  rendere  l’autunno  un  amico  ineguagliabile.

Dietro  le  porte  chiuse, vaghi  ricordi – al  crepuscolo, come  sussurri  da  un  tempo  lontano.