Di solenne lentezza


Vorremmo che talvolta fosse davvero così. Vorremmo che il tempo fluisse con solenne lentezza, avvolgendo cose e persone per regalare loro soltanto pace. Senza cercare l’impossibile, senza desiderare un altro giardino e innumerevoli colline e infiniti fiori.
Senza guardare oltre, ma rispettando ciò che si ha.

(Nell’immagine il dipinto Un dopo pranzo, di Silvestro Lega)

Di neve e silenzio


Ieri ha deciso di arrivare, muta, costante, serena: cade da ore ininterrottamente, senza pause, senza stanchezza, senza cedimenti. E ha portato con sé il suo dono più grande: il silenzio. Un magico, enigmatico, profondissimo silenzio. Un silenzio che invade l’anima, che abbraccia cose e pensieri, che chiede soltanto di essere ascoltato.

Ascoltare il silenzio. Senza provare sgomento, senza temere abissi di solitudine, senza invocare voci stridule e rumori insensati. Ascoltare il silenzio comprendendo la benedizione di ore che trascorrono lente, che impongono sguardi su angoli oscuri, che s’inebriano di sogni e speranze.

La neve continua a cadere, misteriosa e tranquilla. Verranno giorni di quiete assoluta e sarà preludio di primavera.

Nel tempo


C’è qualcosa di rassicurante nella consapevolezza: si conoscono le cose per ciò che sono, si cammina con saggio disincanto lungo le affollate strade del mondo. E si prendono le opportune pause, si coltivano gli indispensabili silenzi, si evita di parlare quando non ne vale la pena. I regali fatti dal trascorrere del tempo sono davvero preziosi.

(Nell’immagine il dipinto Il libro giallo, di Federico Zandomeneghi)

Saggezza


Oggi pomeriggio ho letto il quattordicesimo capitolo del Libro I dei Saggi di Michel de Montaigne. Ogni tanto cito questo autore perché mi è capitato più volte di doverlo studiare. Colpita in modo particolare da un concetto che condivido, lo trascrivo.

Per giudicare delle cose grandi ed elevate è necessaria un’anima analoga, altrimenti attribuiamo ad esse il difetto che è in noi.

Felicità colorata di lilla


Fra le piccole cose che adoro ci sono gli orsacchiotti di peluche, il colore lilla e la lavanda. Oggi ho avuto la fortuna di trovare tutto in un unico oggetto: un orsetto lilla profumato di lavanda.

Qui in centro storico, come accade ogni anno a giugno, si sta svolgendo un bellissimo mercato al quale partecipano commercianti provenienti non solo da varie regioni italiane, ma anche da alcuni Stati europei: Francia, Belgio, Austria, Inghilterra, Irlanda e Finlandia.
Ad attirarmi in modo particolare è stato un banco con prodotti tipicamente provenzali: profumi, saponette e splendide confezioni a base di lavanda. Un quieto gruppo di orsetti lilla, morbidamente adagiati in un lato del banco, ha subito catturato la mia attenzione. Non ho esitato e ne ho scelto uno.
Soffice e profumatissimo perché pieno di lavanda, l’orsetto adesso è sdraiato accanto a me sul tavolo, mentre sto scrivendo questo post, e sta spargendo i suoi delicati effluvi per tutta la stanza.
Sono le piccole cose, quelle più semplici, a regalare preziosi attimi di felicità.