Di marzo

primavera9

Sarà  instabile, d’umore  altalenante, come  un  adolescente  insicuro  e  sempre  insoddisfatto. A  volte  sarà  invaso  da  rabbia  furibonda; poi  sprofonderà  in  tetre  malinconie, fatte  di  cieli  cupi  e  di  pioggia  insistente. Ma,  a  tratti,  riderà  al  sole  correndo  nel  vento, forte, libero, entusiasta, felice  di  afferrare  la  vita  e  convinto  di  domarla.

Ci  sono  giornate  in  cui  marzo  ci  fa  disperare: non  vuole  saperne  di  donarci  un  sorriso, di  cancellare  le  troppe  oscurità  dell’inverno, di  riscaldarci  almeno  un  po’  dopo  tanto  gelo. Eppure, nonostante  sia  superficiale  e  immaturo, bizzarro  e  forse  vacuo, è  capace  d’improvvisi  slanci, di  profonde  tenerezze, di  raffinatissime  cortesie. E  ci  commuove. Così, quando  si  veste  di  rosa, di  viola  e  d’azzurro, ci  chiede  scusa  per  i  suoi  capricci, ci  chiede  scusa  e  pretende  il  perdono. Capita  allora  che  diventiamo  indulgenti, come  ragazzine  troppo  innamorate  per  non  cedere  di  fronte  a  simili  astuzie, o  come  madri  incapaci  di  resistere  di  fronte  a  un  figlio  amatissimo  ma  bugiardo.