Casa Howard


Trama
Inghilterra, primi del Novecento. Margaret (Emma Thompson) e Helen (Helena Bonham Carter) Schlegel, esponenti della media borghesia cólta e progressista, fanno amicizia con i ricchi e conservatori Wilcox. Helen s’innamora del giovane Paul Wilcox, che però non vuole impegnarsi in un fidanzamento. Dopo la rottura fra i due e la partenza di Helen per la Germania, Margaret entra in relazione con la madre di Paul, Ruth (Vanessa Redgrave). Le due diventano buone amiche ma Ruth s’ammala e muore, lasciando in eredità a Margaret il suo adorato cottage di campagna, Casa Howard. Per il marito Henry (Anthony Hopkins) e per i tre figli si tratta di un duro colpo. Considerando assurdo il gesto di Ruth, bruciano il foglio sul quale la donna aveva scritto le sue ultime volontà.

Intanto Helen e Margaret hanno conosciuto Leonard Bast, un povero impiegato molto amante della lettura, attraverso la quale cerca di rendere meno squallida la sua grigia esistenza. Consigliate da Henry Wilcox, con cui hanno rinnovato l’amicizia, le due donne invitano Leonard ad abbandonare la compagnia di assicurazioni per la quale lavora e a cercarsi un altro posto. Ma il suggerimento del signor Wilcox si rivela sbagliato e Leonard viene licenziato dal suo nuovo impiego. Nel frattempo, Margaret ha accettato la proposta di matrimonio di Henry e questo complica i suoi rapporti con la sorella. Alcuni eventi improvvisi causeranno una profonda crisi matrimoniale fra Margaret ed Henry, e Casa Howard tornerà inaspettatamente al centro delle vicende che coinvolgono la famiglia Wilcox e le Schlegel.

Commento
Howards End (1992), diretto da James Ivory, è tratto dal romanzo omonimo scritto da Edward Morgan Forster. Il film mette in scena uno scontro fra classi sociali, mentalità e abitudini diverse fra loro e perciò inconciliabili. Se è vero che sono le differenze a costituire la causa principale dell’attrazione fra le Schlegel e la famiglia Wilcox, è altrettanto vero però che esse, fin dall’inizio, sono un ostacolo che lascia presagire le inevitabili difficoltà che emergeranno nel corso della vicenda.
Le idee di Forster, sulle quali è costruito il film, sono chiare: posizione economica e formazione culturale influenzano irrimediabilmente l’esistenza esteriore e interiore degli individui; a ciò si aggiungono le contraddizioni e gli egoismi, propri di tutti gli esseri umani, a rendere i rapporti interpersonali perennemente fragili.

Nel film la ricostruzione ambientale è molto accurata, com’è tipico della regia di Ivory che si distingue per eleganza, classe e, a tratti, un eccesso di algido bon ton. Molto buona la recitazione degli attori.
Voto: 8

Pensando alla primavera

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Febbraio, mese invernale spesso gelido e cupo, induce a pensare alla primavera: le giornate, infatti, si sono sensibilmente allungate e marzo è alle porte.
La primavera ci viene incontro dolcemente sebbene in maniera capricciosa e bizzarra, come una donna lunatica che prima sorride e si mostra amabile ma poi, incomprensibilmente, si chiude in se stessa diventando inaccessibile e amara.
La primavera è un mosaico di delicati contrasti che non possono lasciarci indifferenti; non ha la furia dell’inverno e l’invadente prepotenza dell’estate, ma la sua malcelata ambiguità, fatta di azzurri e di grigi che si rincorrono senza posa, ci affascina lasciandoci, a seconda dei momenti, sereni o stanchi, lieti o colmi d’infinita nostalgia, audaci o sconfitti.