Cominciamo la settimana

Come la iniziamo questa benedetta settimana di dicembre? Con una buona colazione. Ecco qui:

Che poi, a dirla tutta, io me la cavo sempre con una modesta tazza di tè e qualche biscotto, il tutto trangugiato con l’entusiasmo di una statua di gesso, mentre cerco di prendere contatto con la realtà e di capire se sono ancora al mondo. Ma soltanto io faccio colazioni miserelle? 😂

Tè a colazione

Ma soltanto io bevo tè a colazione? Anzi, prima il caffè e poi il tè.

Forse è una scelta strana, ma di mattina, appena alzata, non riesco a tollerare il latte.  Peccato che la colazione sia un rito molto frettoloso, da sbrigare quanto prima per non rubare minuti preziosi alla routine quotidiana. Come rovinarsi la vita con le proprie mani, insomma. E sì, forse questo post, con la bella immagine che l’accompagna, serve a compensare, almeno in parte, l’irrilevanza cui spesso condanno la colazione mattutina.

Intanto buona giornata.

Buon lunedì

Il  lunedì  è  il  giorno  fatidico: ricomincia  la  settimana, con  i  suoi  ritmi  consolidati  e  i  suoi  tanti  doveri.  Allora  è  bene  essere  saggi  e  affrontare  la  nuova  giornata  con  allegria  e  buon  umore. Partiamo  da  una  buona  colazione:

E  buon  lunedì  a  tutti. 🙂

(L’immagine  è  tratta  da: https://www.gingerandlemonhouse.com/men%C3%B9-colazione/)

 

Buongiorno

Cominciamo  la  giornata  con  l’immagine  di  una  colazione  estiva. Agosto, infatti, sta  terminando  in  maniera  rovente: nonostante  l’evidente  accorciarsi  delle giornate, l’afa  non  vuole  andarsene  e  tutto  fa  pensare  che  questo  clima  continuerà  ancora  a  lungo. Consoliamoci  allora  con  questi  bei  colori, che, di  primo  mattino, ci  regalano  un  po’  di  ottimismo  e  di  allegria. Buon  proseguimento.

 

Buona giornata

Che  fare  per  cominciare  bene  una  cupa  giornata  di  novembre? Si  parte  dalla  colazione:

croissant

A  pranzo, si  sceglie  un  buon  piatto  di  stagione, cioè  i  tortelloni  di  zucca:

tortelloni

E  poi  il  rito  del  tè, che, nei  brevi  pomeriggi  autunnali, mentre  il  sole  tramonta, assume  una  connotazione  quasi  sacrale:

te

Buona  giornata  a  tutti. 🙂

La famigliola felice e Ambrogio

Chi  di  noi  non  ricorda  la  famigerata  famigliola  del  Mulino  Bianco? Madre, padre  e  due  figli, ovviamente  un  maschio  e  una  femmina; casa-fattoria  immersa  in  una  campagna  meravigliosa, perennemente  primaverile (mai  che  ci  fosse, ad  esempio, un  acquazzone  con  forti  tuoni  o  un  po’  di  sana  melma  in  giardino), una  natura  così  rigogliosa  e  festante  da  suscitare  l’invidia  del  paradiso  terrestre. In  questa  atmosfera  proiettata  al  di  fuori  del  tempo, dello  spazio  e  della  realtà  tutta, la  famigliola  del  Mulino  Bianco  era, alle  sette  della  mattina, sorridente  e  felice  di  esistere, anche  perché  in  giardino, col  canto  degli  usignoli  e  i  profumi  celestiali  dei  fiori, l’attendeva  la  tavola della  colazione, apparecchiata  con  una  quantità  di  cibo  sufficiente  a  sfamare  dieci  famiglie  numerose  e  a  digiuno  da  giorni. E  lì, sotto  il  cielo  benigno, la  famigliola  si  strafogava  con  eleganza, ingoiando  con  disinvoltura  interi  sacchetti  di  biscotti  del  Mulino  Bianco, come  se  al  mondo  non  esistesse  gioia  più  intensa. E  i  bambini  inzuppavano  i  biscotti  nel  latte  senza  sporcare  la  tovaglia. Questo  genere  di  famiglia  idealizzata  ha  rappresentato  una  fonte  di  grande frustrazione  per  tutti  noi  poveri  mortali  che, alle  sette  della  mattina, se  tutto  va  bene  e  quando  siamo  di  buon  umore (leggasi: meno  tesi  del  solito), cerchiamo  di  non  sbranare  chi  ci  sta  vicino. A  parte  il  fatto  che  la  tavola  meravigliosamente  apparecchiata  nel  giardino  tutto  fiorito  e  perennemente  primaverile  non  osiamo  sognarcela  neppure  di  notte, possiamo  ritenerci  fortunati  se  abbiamo  il  tempo  per  fare  una  colazione  completa, che  ovviamente  non  contempla  i  quintali  di  dolciumi  presenti  sulla  tavola  della  famigliola  felice. E  neppure  tutti  quei  sorrisi  stampati  in  faccia. Non  a  caso, quando  si  vuole  indicare  con  un  po’  di  disprezzo  la  stucchevole  e  assurda  immagine  della  famiglia  perfetta, ormai  si  cita  direttamente  la  famiglia  del  Mulino  Bianco.

A  proposito  di  vivere  quotidiano, chi  non  vorrebbe  un  autista  come  Ambrogio? Negli  anni  Novanta, una  pubblicità  dei  Ferrero  Rocher  ci  mostrava  una  sorridente  e  borghesissima  signora  abbigliata  in  giallo, seduta  in  macchina  e, come  lei  stessa  affermava, con  un  certo  languorino  nel  pancino. Il  suo  raffinatissimo  autista-maggiordomo  di  nome  Ambrogio, sorridente  quanto  lei  e  felice  di  stare  al  mondo, per  non  lasciarla  in  preda  a  tale languore, faceva  uscire  da  un  vano  dell’auto  una  piccola  piramide  di  cioccolatini  Ferrero  Rocher, mandando  in  brodo  di  giuggiole  la  signora-di-giallo-vestita. Ecco, ogni  tanto, nell’esistenza  di  tutti  noi, ci  vorrebbe  un  individuo  come  Ambrogio, una  specie  di  fata  declinata  al  maschile  che  ti  soccorre  e  ti  coccola  nel  momento  del  bisogno. In  effetti, Ambrogio  mi  era  simpatico. A  parte  queste  chiacchiere, annuncio  con  gaudio  che  domani  mattina, a  colazione, mangerò  un  buon  muffin. Voi  direte: chi  se ne  frega! Mi  sembra  giusto. Perciò  sto  zitta  e  chiudo  qui. 😀 muffin

Prelibatezze


In foto, potete ammirare i pastéis de nata, famosi e – a quanto pare – squisiti dolcetti portoghesi, che i turisti famelici si precipitano ad assaggiare quando visitano Lisbona. Li ho scoperti pochi giorni fa leggendo un topic su un forum che frequento e, da quel momento, è stato amore a prima vista. Li vedrei molto bene sul tavolo della mia colazione. 8)

In attesa di assaggiarne qualcuno – prima di morire esigo di farlo – di mattina posso però accontentarmi dei cari, vecchi e ruspanti bomboloni prodotti dal mio mitico e insostituibile fornaio Pasquale, che li prepara grandi, gonfi e con parecchia crema. Se la crema è poca, cioè se il fornaio è tirchio, non li voglio. In questi casi, infatti, adoro l’abbondanza.

(La foto è tratta da qui)