Ombre a settembre

autumn1

E  così  è  tornato: settembre  è  il  mese  del  lento,  estenuante  passaggio  fra  il  trionfo  della  luce  pura  e  il  sopraggiungere  dell’oscurità. Il  mese  in  cui  l’estate  è  costretta  a  dissolversi  per  lasciare  spazio  alle  ombre  autunnali, misteriose, dense  di  suggestioni, amichevoli  sebbene  introverse.

A  volte  la  mitezza  di  settembre  è  imbarazzante: assomiglia  a  un  caro  amico  che  fa  di  tutto  per  non  offendere, che  usa  soltanto  parole  dolci, che  smussa  ogni  asprezza. Altre  volte, non  sapendo  essere  così  cauto  e  sereno,  settembre  si  lascia  andare  mostrando le  sue  inevitabili  malinconie. I  suoi  chiaroscuri  non  sono  mai  troppo  forti, il  suo  sorriso  prevale  sul  pianto;  ma  ci  avverte  con  toni  sommessi  che  qualcosa  si  è  spezzato. E  allora  verranno  giorni  diversi, ambigui  e  tormentati,  profondi  e  intensi. Giorni  di  mille  screziature, giorni  che  valgono  una  vita  intera.

Al crepuscolo

foglie2

Stiamo  vivendo  quel   breve  momento  dell’anno  in  cui  l’inizio  dell’autunno  assomiglia  all’inizio  della  primavera. Settembre  come  marzo  o  marzo  come  settembre: armonia  di  chiaroscuri  in  attesa  del  compimento, un  preludio  di  nuovi  umori  e  di  altri  sapori.

Il  tardo  pomeriggio  sfuma  nella  sera  placidamente, persino  con  eccessiva  discrezione. Ma  è  questo  stile  sobrio, questo  timore  di  disturbare, questo  procedere  silenzioso  e  assorto  a  rendere  l’autunno  un  amico  ineguagliabile.

Dietro  le  porte  chiuse, vaghi  ricordi – al  crepuscolo, come  sussurri  da  un  tempo  lontano.