Giorni di maggio

glicine

Sono  strani  questi  giorni  di  maggio, sfuggenti  e  inquieti: il  sole  viene  e  va, i  temporali  smorzano  d’improvviso  la  luce  e   i  sogni, il  cielo  è  spesso  una  tempesta  di  dolore.

Maggio: il  culmine  della  primavera. Il  mese  delle  rose, dei  giardini  profumati, delle  fantasie  indulgenti, della  gioia  che  alimenta  se  stessa  attraverso  i  colori  e  le  passioni. Maggio: un  cancello  si  apre  a  svelare  un  sentiero –  ed  è  un  vortice  di  rosa  e  di  lilla, di  felicità  e  tristezza, di  passato  e  presente, d’infinito  e  oltre.

Dopo il cammino

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Varcare un cancello sconosciuto in un pomeriggio silenzioso e lento. Varcare un cancello sconosciuto per entrare e scoprire altri silenzi.
Dopo un cammino faticoso e amaro, comprendere che questo è il posto giusto, che questo è il posto definitivo, che non esistono altri cancelli, neppure quando calano le tenebre e il vento soffia e la pioggia bagna l’erba.
Sapere che, nonostante tutto, seguirà il sereno, e che il giardino resterà verde anche quando l’estate inizierà a morire.