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Posts Tagged ‘caffè’

Non ho mai amato prendere il caffè al bar, di mattina. Lo faccio raramente e soltanto se obbligata dalle circostanze, come mi sta capitando in queste ultime settimane. In realtà, ora non mi dispiace trovarmi in compagnia al bar quando fuori non è ancora giorno: vedere molte persone intorno a me, anche se sconosciute, mi rincuora.

Ma, in generale, nei locali pubblici mi assale sempre una fastidiosa sensazione di provvisorietà: mi sembra di essere e di non-essere allo stesso tempo. Di una cosa sono certa: non potrei mai trascorrere ogni giorno della mia esistenza trotterellando fra bar e ristoranti. So di essere molto impopolare, ma questi luoghi di passaggio a volte mi fanno sentire instabile, quasi una fragile, fragilissima pedina malamente gettata nel caos del mondo.

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Buon lunedì

Il  lunedì  è  il  giorno  fatidico: ricomincia  la  settimana, con  i  suoi  ritmi  consolidati  e  i  suoi  tanti  doveri.  Allora  è  bene  essere  saggi  e  affrontare  la  nuova  giornata  con  allegria  e  buon  umore. Partiamo  da  una  buona  colazione:

E  buon  lunedì  a  tutti. 🙂

(L’immagine  è  tratta  da: https://www.gingerandlemonhouse.com/men%C3%B9-colazione/)

 

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Prendere  un  tè  o  un  caffè: pause  che  spezzano  la  routine  quotidiana, intermezzi  da  dedicare  finalmente  a  se  stessi. E  ciascuno  a  proprio  modo, in  base  a  gusti, desideri  e  abitudini  che  assumono  significati  particolari  a  seconda  dei  casi. Quando  aprii  questo  blog, nel  gennaio  del  2007, lo  immaginai  così, come  un  potenziale  momento  di  pausa  per  gli  eventuali  lettori, un  piccolo  svago  senza  pretese  cui  abbandonarsi  con  calma  lasciando  da  parte, anche  se  per  pochi  minuti,  i  consueti  ritmi  della  giornata. Ed  è  inevitabile  soffermarsi  a  parlarne  ora, perché  per  un  blog  sei  anni  di  vita  sono  tanti.

Non  avevo  e  non  ho  ambizioni  particolari  se  non  il   desiderio  di  scrivere,  e  probabilmente  è  questo  il  motivo  per  cui  ho  continuato  a  farlo  tanto  a  lungo  con  gioia: nessuna  ansia  da  prestazione, nessuna  fissazione  per  raggiungere  un  determinato  numero  di  lettori. M’interessavano  e  m’interessano  la  scrittura, le  parole, le  frasi  che  scorrono  una  dopo  l’altra  come  in  una danza, i  ritmi,  a  volte  la  pura  musicalità  dei  termini.

Sono  sempre  state  tre  le  fonti  d’ispirazione  di  tutti  i  miei  post:  esperienze  avute  nel  mondo  reale, libri  e  dipinti  da  me  molto  amati, frammenti  di  ricordi  che  affondano  nel  mio  passato  remoto. Inoltre, nel  corso  degli  anni  ho  pubblicato  a  volte  anche  post  molto  frivoli  e  mi  auguro  di  sentirmi  abbastanza  ispirata  da  scriverne  ancora, perché  detesto  l’idea  di  prendermi  troppo  sul  serio.  Infine, non  ho  mai  usato  questo  spazio  per   attuare  improbabili  forme  di  comunicazione  a  distanza  e  sotto  metafora  con  altri  internauti,  non  ho  mai  scritto  un  post  dedicandolo  implicitamente  a  qualcuno. E  mai  lo  farò.

Allora, date  le  caratteristiche  di  questo  blog, si  tratta  di  tè  o  caffè? A  seconda  dei  gusti, immagino. Per  qualche  lettore  potrebbe  forse  essere  simile  a  una  pausa- caffè, brevissima  e  a  volte  intensa;  per  altri, invece, potrebbe assomigliare  al  momento  del  tè, ossia  a  un  intermezzo  breve  ma  non  troppo, rilassante  e  talvolta  evocativo.  Per  me  è  l’uno  e  l’altro, a  seconda  dei  giorni, anche  se  propendo  per  il  tè.

Ora, a  coronamento  di  questa  filippica, una  canzone  spensierata  utile  ad  alleggerire  l’atmosfera: The  Coffee  Song,  diretta  da  Johnny  Mandel  e  interpretata  da  Frank  Sinatra. Una  canzone  per  svagarsi,  certo, ma  è  uno  svago  di  alto  livello  e  una  sferzata  d’energia  indescrivibile  a  parole. Signore  e  signori, il  caffè  è  servito. 😀

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Oggi qui piove a dirotto e l’atmosfera è assai cupa. Per chi deve uscire, muoversi nel traffico e correre a causa degli impegni quotidiani può essere davvero poco piacevole affrontare questo tempo da lupi. Allora che fare? C’è un modo per portare un po’ di colori in una tristissima giornata autunnale? Noi blogger, che non possiamo usare effetti speciali per ammaliare voi lettori, siamo costretti a intrattenervi con mezzi semplici, quasi casalinghi. E così, per cominciare, vi offro un buon caffè. 🙂

Però è anche vero che non tutti amano il caffè. Posso allora rimediare con qualche dolce:

E visto che siamo solo all’inizio della giornata e che ci attende un pomeriggio altrettanto cupo e scuro, verso le cinque – anzi, le diciassette – sarà pronto un ottimo tè, ovviamente caldissimo:

In fondo, è sempre una questione d’atmosfera. 🙂

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Buongiorno


Ormai è per me diventato irrinunciabile. E pensare che, fino all’età di diciannove anni, non potevo neppure sentirlo nominare e mi rifiutavo persino d’assaggiarlo.
Iniziai a berlo durante il primo anno d’università, quando, essendo costretta a fare ogni mattina la pendolare Modena-Bologna, pensai che fosse un buon modo per darmi una sferzata d’energia. E così, la prima volta che bevvi un’intera tazzina di caffè non fu nella tranquillità di casa mia, ma in un caotico bar bolognese. Il bello è che, dopo averla bevuta, mi giudicai sciocca per non averlo fatto prima.

Adesso, a distanza di anni, questo evento in apparenza molto banale mi colpisce e mi sembra importante, quasi un momento cruciale della mia esistenza. Probabilmente fu una sorta di rito di passaggio verso l’età adulta o, almeno, sono io che ora lo considero tale.

Tornando però al presente, adesso è mattina e quindi vi offro virtualmente un caffè per augurarvi buongiorno. 🙂

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Il gran caldo è arrivato: la città sembra un forno e le forze se ne vanno. Tuttavia, si sa com’è l’estate: i ritmi di vita rallentano, specialmente nel fine settimana, e così si riscopre il piacere di passeggiare con calma e di attardarsi nei negozi o a prendere il caffè in qualche bar all’aperto, senza l’incubo di dover guardare continuamente l’orologio. Nonostante le notti insonni e il desiderio di libertà e di vacanze, anche in città si è contagiati dall’atmosfera informale che accompagna questo mese tanto caldo. È un po’ come se fossimo tutti già in ferie, anche se ci troviamo ancora qui a lavorare o a studiare.

Però devo ammetterlo: sto già facendo il conto alla rovescia in attesa del mio amatissimo autunno.

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