Marzo e primavera

Cambiano in fretta, i colori. Basta affacciarsi a una finestra per cogliere tutta la fatica del passaggio, le tracce dell’inverno che non vogliono sparire, i rami spogli, quel marrone freddo che racconta storie di morte. Eppure, proprio lì accanto, altri colori, altri umori, la vita che ricomincia:

Basta uscire di mattina, il sole ancora incerto, il giorno che stenta a cominciare; ma il rosa e il bianco della primavera ci attendono per accompagnarci lungo il cammino:

E ogni anno è sempre la prima volta, sempre la stessa emozione, quel ricominciare fra incertezze e lampi di splendore, e quelle tinte fresche e generose – correre incontro al mondo con entusiasmo:

Adesso infuria il vento e ci costringe alla resa, chiusi in casa, in attesa che finisca. Ma si continua a sognare, a intravedere i giorni che saranno, l’azzurro sempre più intenso e il mistero della pioggia sottile sul verde brillante delle foglie – e il non sapere dove siamo, e il tornare indietro, e chiudersi in casa in attesa di tempi migliori.

Mattino d’inverno

sola

Sommesso, sazio  di  vento, trasognato  e  forse  stanco. È  un  mattino  d’inverno  aspro  e  incolore, un  mattino  d’inverno  e  un  desiderio  profondo, mai  davvero  sopito  e  opportunamente  celato: dormire, dormire  a  lungo, dormire  e  non  sapere  altro, dormire  e  non  vedere  altro –  dormire  soltanto  e  poi  dimenticare.

È  un  mattino  d’inverno  rigido  e  spento, è  un  giardino  coperto  da  neve, è  il  nulla  del  bianco  che  avvolge  e  nasconde, il  nulla  del  bianco  che  travolge  e  nasconde – e  la  verità  che  non  lascia  scampo.

È  un  mattino  d’inverno  rigido  e  stanco, è  un  mattino  d’inverno  senza  alcuna  importanza.

 

Sentiero d’inverno


Nonostante l’azzurro, è solo il freddo ad accompagnare il cammino e la capacità di difendersi è l’unica speranza lungo questo sentiero. Si attende che il gelo scompaia, che una voce spezzi l’opprimente incanto del silenzio, che i raggi del sole trasmettano più calore.
In fondo, nel percorrere questo viale si combatte una battaglia, anche se il bianco candido della neve e il momentaneo sorriso del cielo c’illudono che non vi sia alcuna guerra, e che l’enigmatica immobilità del paesaggio tutt’intorno sia una bella favola ammantata d’eternità.

Dopo la tempesta

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Talvolta ci si sente così, quasi freddi e un po’ distanti. Capita dopo una tempesta d’irrefrenabili emozioni e un caos d’indomabili pensieri.
Subentra il momento della pausa e della riflessione. Occorre scegliere e decidersi, affrontare l’ignoto e ammettere di essere irrimediabilmente cambiati.
Quasi freddi e forse coraggiosi. Bianchi, perché il passato è alle spalle e bisogna ricominciare.

(La foto è tratta da:
http://www.elicriso.it)

Bianco d’inverno

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I colori dell’inverno, al contrario di quelli autunnali, sono freddi, cupi, severi. Nessuna dolcezza, nessuna timidezza: l’inverno, fiero e inesorabile dominatore, ci regala tinte scure senza mezze misure. E il suo colore chiaro è anch’esso forte e deciso, il bianco algido, un bianco talvolta accecante. Come appare in certe immense distese di neve che non vorremmo violare neppure con un passo, pur di lasciarle sopravvivere intatte nel loro misterioso candore.