Ottobre è il sentiero

Ottobre è arrivato con grazia: il cielo è mite e il freddo del mattino non può ancora ferire. Nel parco, l’atmosfera è quella delle attese senza turbamenti: solenne ma non grave, austera ma senza traccia di severità.

Ottobre è il sentiero dei segreti, delle parole non dette, dei ricordi – quelli preziosi – consegnati alla dignità del silenzio.

La stanza

Febbraio  è  un  mese  particolare  perché  pienamente  invernale  ma  instabile, ossia  capace  di  sorprese: a  volte  ci  regala  grandi  nevicate  e  freddo  gelido, altre  volte  è  grigio, quasi  disperato  e  del  tutto  incolore,  e  in  alcuni, rapidi  momenti  ci  dona  qualche  piacevole  preludio  di  primavera. Ma  non  lo  amo  e  fatico  a  spiegarne  i  motivi. Non  suscita  in  me  intense  emozioni, non  mi  coinvolge, non  mi  ‘racconta’  nulla.

E  allora  mi  capita  di  non  decidermi, di  non  saper  scegliere  l’argomento  di  un  post: non  so  se  abbandonarmi  a  pensieri  severi, forse  persino  opprimenti, o  se  disegnare  con  la  mente  cerchi  colorati  e  tuffarmi  nei  sogni  più  stravaganti. Non  c’è  neppure  la  neve  ad  addolcire  certe  sensazioni, a  suggerire  spazi  inesplorati, a  giustificare  l’amore  per  gli  interni, per  la  casa, per  le  stanze  chiuse.

stanza

La  stanza. Bisognerebbe  sempre  averne  una  tutta  nostra – sempre  quella, arredata  come  piace  a  noi. Il  nostro  mondo  più  vero, quello  in  cui  nessuno  ci  chiede  di  recitare  una  parte. E  che  è  indispensabile  in  ogni  stagione: d’autunno, per  consentirci  di  sprofondare  lentamente  nell’inquieto  mare  di  ricordi, speranze, attese; d’inverno, per  restare  calmi  e  sereni  mentre  fuori  è   oscurità  dolente; in  primavera, per  intrecciare  fantasie  e  riposarci  dopo  l’entusiasmo  del  primo  sole, dei  fiori  e  dell’azzurro; e  d’estate  per  difenderci  dalle  ore  più  torride  e  prepararci  alla  festa  che  verrà.

 

 

 

D’improvvisi silenzi


Il pomeriggio è lungo e lento, una prosecuzione dei giorni di festa. Ma forse la vera festa inizia oggi, la vera festa è in questi pochi giorni di passaggio verso il nuovo anno: a tratti, la quiete è quasi sovrumana, accompagnata da improvvisi silenzi ed enigmatiche attese.
Sono sogni, immagini che si rincorrono a formare un futuro pieno di sole, incanti brevi mentre il giorno sfuma nella sera. Sono parole non dette e stupori al tramonto: è l’inverno del cuore, stella nella notte, segreti nell’oscurità.

Scende la sera


Scende la sera lentamente, senza ostentazione. D’autunno i pomeriggi sono brevi, timide attese e intense poesie.
Scende la sera lentamente, ed è uno strano calore.

Scende la sera lentamente, la strada resta muta, l’autunno mormora al cuore: che sia l’inizio o la fine non importa. Resta la consapevolezza, gelida come l’inverno che dovrà arrivare.

Anni e memorie


L’immagine qui sopra è eloquente: si tratta della stazione di Modena, indissolubilmente legata al ricordo della mia vita da pendolare ai tempi in cui frequentai l’università di Bologna.
I miei furono viaggi assai travagliati, considerando le partenze mattutine a orari improponibili, il freddo assassino degli inverni padani e i costanti ritardi dei treni troppo affollati. Tuttavia, un insieme di fattori contribuì a farmi divertire nonostante tutto: la giovanissima età, l’ingenua curiosità per un’esperienza di vita nuova, alcune speranze e qualche piacevole incontro furono gli elementi che mi permisero di sopportare, a tratti anche con gioia, i tanti disagi legati a quei frenetici spostamenti.

Quando adesso mi capita di dover fare la pendolare sulla stessa linea, mi diverto molto meno. Le attese mi stancano e mi sembrano infinite anche quando non lo sono, il tempo passato in treno mi sembra soltanto sprecato e in genere non vedo l’ora di tornarmene a casa prima possibile. Ecco perché, nel ripensare a quell’epoca, mi sembra di ricordare un’altra persona, tanto che le immagini di tali memorie svaniscono in fretta, avvolte dalla provvidenziale nebbia degli anni che, come ho scritto altre volte, non trascorrono mai invano.

Incanto di primavera


Il rosso c’è anche a primavera. Poi ci sono le attese, le sfumature di grigio, i pomeriggi lenti, le inquietudini, i sogni di tutti i colori.
Ci sono frasi non dette, pensieri abilmente celati, emozioni che regalano vita.
Ci sono gli alberi di primavera, e la certezza che una piccola parte di me riuscirà a sfiorare quell’incanto.