Foglie, fango e pioggia

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Oggi  è  una  splendida, grigia, malinconica  giornata  di  ottobre. La  pioggia  ininterrotta, i  colori  spenti  e  i  lunghi  intervalli  nei  quali  il  silenzio  regna  indisturbato  sono  uno  dei volti  più  belli  e  indecifrabili  dell’autunno. E  il  silenzio, austero  ma  non  opprimente, si  fa  discorso  quando, cedendo  a  un  impulso  momentaneo, ci  si  ferma  e  ci  si  pone  in  ascolto. Così, finalmente  è  la  voce  interiore  a  parlare, mentre  le  foglie, il fango, la  pioggia – un  abbraccio  di  toni  cupi  indistinguibili – sembrano  entrare  dentro  di  noi  e  suggerirci  nuovi  percorsi. Oppure  risolvere  ciò  che  è  rimasto  sospeso.

 

Pensieri d’inverno


Non hanno lo struggente e delicato fascino delle foglie autunnali. Qui si avverte tutto il livore dell’inverno, la sua furia senza posa, la sua feroce caparbietà; qui non ci sono né dolcezza né malinconia.
L’inverno è adatto ad anime forti, sopravvissute ai rigori della sofferenza; l’inverno è adatto a chi sa difendersi, a chi cerca riparo, a chi ama le porte chiuse e le stanze raccolte. L’inverno è la scoperta di se stessi, a patto però che ci si sappia ascoltare.