Esistono giornate

Esistono giornate come questa, giornate fragili, indefinibili, acquerelli sfumati, evanescenti. Se ne vorrebbe intravedere il volto, intuirne l’essenza, contemplarne l’umore – se riso o pianto o pioggia imminente. Ma sono rannicchiate dietro a una nuvola, ferme, tormentate dall’ansia di sparire.

La primavera stenta, oggi, a muovere i suoi passi.

La visita in villa


Occorre una serena giornata di sole tiepido per poter ammirare il paesaggio intorno. Poi occorre tempo: fretta e ansia, infatti, sono bandite per lasciare spazio alla contemplazione e all’ascolto. Le ombre sono poche e non c’è alcun bisogno di chiudere la porta.
Quando calerà la sera, l’oscurità sarà un velo prezioso ad accompagnare il riposo.

(In foto il dipinto La visita in villa, di Silvestro Lega, 1864)

Senso d’attesa


Quando sta per iniziare luglio, ho una reazione strana: comincio a fare una sorta di conto alla rovescia aspettando che finisca. E la stessa cosa faccio ad agosto. Mi dispiace essere vittima di questo stato d’animo, ma non posso evitare di provarlo.
Gli effetti di ciò sono avvilenti: in questo periodo non vivo il presente ma sono sempre protesa al futuro, tempo inesistente. Non è un bel modo di trascorrere le giornate perché significa non viverle in pieno, provare fastidio, annoiarsi, trascurare gli sprazzi di rosa che spesso accompagnano il grigio, attendere.

Attesa. Può essere un momento di grande serenità o d’ansia o addirittura d’angoscia. Dipende dalle circostanze. Quest’anno vorrei liberarmi, almeno in parte, dal senso d’attesa che sempre accompagna le mie estati e vivere positivamente il mese che sta arrivando. Non sarà facile. Ma esiste forse qualcosa di facile in questo strano mondo?

(Pagliai al sole di Silvestro Lega in foto)