A gennaio


Gennaio significa inverno, inverno vero, duro, gelido, implacabile. Non è facile amarlo, così feroce e nero, quasi un nemico pronto ad aggredire e dal quale difendersi con tutte le armi a disposizione.
Gennaio ci costringe a cercare spazi chiusi in cui ripararci dalle intemperie, e perciò c’invita al pensiero e alla concentrazione, alla serietà e forse persino alla severità.

Non è più il tempo degli ambigui, affascinanti, seducenti languori autunnali, capaci d’irretire e d’incantare con un lento gioco di colori e sapori: gennaio è troppo spigoloso per sedurre, troppo esplicito nella sua irruenza, troppo arrogante per colpire al cuore. Ma ha il pregio di stimolarci all’azione, di scuoterci, d’indurci a inventare strane alchimie pur di sopravvivere a tanta oscurità.

Questo è il tempo delle favole raccontate, di sera, al caldo di una stanza illuminata e quieta; questo è il tempo del ghiaccio sui vetri delle finestre, a ricordarci la fortuna di avere un riparo.