Di primavera e ricordi


Correre fra l’erba e poi riposare, lasciarsi accarezzare dal sole tiepido e ricordare l’adolescenza, per catturare brevi intervalli di risate e di spensieratezza. Anche questa è primavera: un sentiero colmo di primule e viole, che unisce le memorie d’un tempo lontano e la profonda magica quiete del presente.

(Nell’immagine il dipinto Ragazza sul prato, di Federico Zandomeneghi)

La primavera della vita

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Quando arriva la primavera, quando osservo immagini sfolgoranti di colori e colme di vitalità, inevitabilmente il mio pensiero corre all’adolescenza, l’età dei sogni, delle aspettative e dei desideri sfumati di rosa.
Meravigliosa e terribile, l’adolescenza è la primavera della vita. Ha gli stessi colori brillanti, chiari e freschi, la stessa audacia gioiosa e gli stessi sconcertanti contrasti di questa bella stagione. I capricci della primavera, che alterna giorni di allegro splendore a momenti cupi e persino gelidi, sono i capricci e le indimenticabili contraddizioni dell’adolescenza.
Capita poi che a primavera vi siano anche intere settimane di pioggia e di freddo, proprio come esistono adolescenze difficili, colme di sofferenze e di disagi. Eppure il ricordo della primavera della vita assume, con il trascorrere del tempo, un fascino sottile e inafferrabile: il fascino legato a ciò che è irripetibile nella sua fantastica, bizzarra e dolorosissima unicità.