Automobili e cattive abitudini

Un aspetto positivo del mese di luglio consiste nella drastica diminuzione di automobili in città: il fatto che molti siano in vacanza, rende la dimensione urbana più vivibile e serena.

Non si creda che in una città di provincia regnino calma e pace tutto l’anno. Sarebbe molto ingenuo pensarlo. Al contrario, anche qui il traffico è notevolmente aumentato nel corso del tempo, e si comincia ad assistere a scenette sconosciute fino a qualche decennio fa, come insulti fra automobilisti e clacson in funzione se un poveraccio, davanti a un semaforo verde, non si sbriga a partire in meno di un secondo. Ripeto: in meno di un secondo.

Quando io ero ragazzina, raramente si possedevano tre macchine per famiglia. Questo era un fatto molto positivo. Ma so di essere impopolare perché faccio parte di una minoranza, quella che ritiene l’automobile soltanto un mezzo e non un fine, un bellissimo mezzo di trasporto da usare con intelligenza, cioè quando è davvero necessario. Ad esempio, non c’è bisogno di montare sull’auto per andare a comprare il pane a 100 metri da casa o per infilarci il cane e portarlo a passeggio – povero animale;  e non ci sarebbe neppure bisogno di scorrazzare senza meta lungo le vie cittadine su giganteschi e orribili Suv – ma qui il discorso diventerebbe lungo e adesso evito di farlo.

Però svelo un piccolo segreto: camminare con le proprie gambe, ogni tanto, fa bene alla salute.