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Archive for the ‘frivolezze, trastulli e amenità’ Category

Indovinate  chi  è  questo  simpatico e  mite  personaggio:

  1. Il  vero, autentico  lato  oscuro  di  Paolo  Gentiloni, attuale  Presidente  del  Consiglio  nonché  conte  di  Filottrano, Cingoli  e  Macerata
  2. Una  nuova  tipologia  di  tronista  per  il  programma  Uomini  e  Donne  di  Maria  De  Filippi. Pare  che  abbia  già  ottenuto  notevoli  riscontri  presso  il  pubblico  femminile
  3. Matteo Salvini  in  visita  a  un  campo  rom
  4. Daniela  Santanchè  intenta  a  dialogare  civilmente  con  Marco  Travaglio  su  La7
  5. Lo  yeti,  l’abominevole  uomo  delle  nevi

Chi  indovina  il  difficile  quesito  vince  un  bellissimo  viaggio  delle  pentole  in  località  ancora  sconosciuta.

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sigue

Chi  sono  le  persone  nell’immagine? Scegliere  una  delle  opzioni  previste:

  1. Gruppo  di  giovani  in  preda  a  una  devastante  tempesta  ormonale
  2. Gruppo  di  giovani  vittime  di  un  fortissimo  trauma  psichico  dopo  aver  visto  una  puntata  di  Pomeriggio 5  condotto  da  Barbara  D’Urso
  3. Ammutinamento  dei  giornalisti  del  TgLa7  contro  il  Direttore  Enrico  Mentana, colpevole  di  volerli  coinvolgere  nell’ennesima  maratona  televisiva  della  durata  di  120  ore  consecutive
  4. I  Sigue Sigue  Sputnik, una  sobria  band  musicale  degli  anni  Ottanta

Per  chi  indovina, un  meraviglioso  premio: una vacanza  di  una  settimana  nel  mese  di  agosto  al  Lido  delle  Sabbie  Mobili, con  ombrellone  e  sdraio  in  trentesima  fila  sulla  spiaggia. Splendida  vista  sull’autostrada.

 

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estate2016

Primavera/estate  2016. A  sinistra,  l’abito  nero, bianco, rosso, blu  e  giallo  si  distingue  per  sobrietà  e  sapiente  accostamento  dei  colori: a  metà  fra  un  volatile  tropicale  ancora  sconosciuto  agli  etologi  e  un  piumino  per  spolverare  i  mobili  del  salotto. Le  scarpe  viola  lucide  sono  poi  l’apoteosi  del  buon  gusto.

A  seguire, l’abito  a  maxi  righe  bianche  e  marroncine  ha  il  pregio  di  essere  molto  rassicurante, perché  ci  ricorda  quei  vecchi  materassi, sempre  a  righe,  che, decenni  fa,  si  trovavano  nella  casa  di  campagna  della  cara  zia  Pina  o  della  nonna  Adele. E  ciascuno  di  noi  ha  avuto, almeno  una  volta  nella  vita, una  zia  Pina  o  una  nonna  Adele  di  riferimento.

Il  terzo  outfit  ha  il  discutibile  vantaggio  di  poter  essere  sfruttato  per  una  molteplicità  di  occasioni: può  fungere  da  sottoveste  finto-sexy  per  evitare  di  andare  a  dormire  col  pigiamone  da  orsacchiotta  in  disarmo,  e  anche   come   abito  da  ‘rimorchio’  per  affascinare  l’attempato  professionista  che, vivendo  nell’appartamento  di  sopra  e  ormai  alla  canna  del  gas  perché  nessuna  femmina  se  lo  fila  da  decenni,  viene  a  suonarci  alla  porta  per  chiederci  di  prestargli  un  po’  di  zucchero.

Infine, il  quarto  è  il  classico  abito  adatto  alle  donne  riservate, che  non  amano  farsi  notare  e  che  adorano  l’eleganza  sofisticata  a  ogni  ora  del  giorno  e  della  notte. Il  fiocchetto  al  collo  conferisce  al  tutto  un’aria  da  collegiale  ingenua,  che  farà  colpo  su  qualche  boy  scout  in  cerca  della  futura  madre  dei  suoi  figli.

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83 PITTI UOMO Fall13-14 ph Giovanni Giannoni

Disinvolto  ma  con  sguardo  un  po’  truce, ha  rubato  il  foulard  verde  smeraldo  a  pois  da  una  cassapanca  dell’anziana  zia. Gli  occhiali  indicano  che  si  tratta  di  un  tipo  intellettuale, col  quale  intavolare  lunghi  discorsi  filosofici  sui  grandi  problemi  metafisici  dell’umanità, tipo  i  destini  dei  tronisti  di  Maria  De  Filippi,  gli  amori  di  Belen  e  il  Grande  Fratello. La  sportina  dalla  quale  emerge  strana  roba  verde  ci  regala  poi  la  speranza  che  costui  abbia  anche  virtù  casalinghe. Che  altro  desiderare  dalla  vita?

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La  moda, si  sa, propone  le  sue  linee-guida  per  noi  poveri  mortali  che, in  ogni  stagione, attendiamo  con  immancabile  ansia  le  proposte  di  stilisti  e  affini  per  sentirci  affascinanti  e  trendy. Ecco  allora  qualche  imprescindibile  suggerimento.

D’inverno, com’è  noto  a  tutti,  a  prevalere  è  il  freddo; pertanto, qualcuno  ha  pensato  ai  gravi  rischi  che  il  gelo  fa  correre  alle  nostre  povere  estremità:

scarpe strane

Il  vantaggio  della  soluzione  proposta  nella  prima  immagine  a  sinistra  e  poi  nella  terza  a  destra  è  quello  di  farci  assomigliare, una  volta  tanto  nella  vita, al  famosissimo  Yeti. E  una  simile  opportunità – dobbiamo  ammetterlo – è  davvero  emozionante. Chi  non  ha  mai  desiderato, nell’arco  della  sua  inutile  esistenza, di  potersi  assimilare  almeno  una  volta  al  pelosissimo  e  abominevole  uomo  delle  nevi? Ma  c’è  di  più: a  ben  guardare, queste  scarpe  si  prestano  a  un  utile  impiego  casalingo, perché, indossandole  mentre  si  cammina  distrattamente  fra  salotto  e  cucina, oppure  mentre  si  corre  con  moto  accelerato  verso  il  bagno  a  causa  di  una  scorpacciata  di  prugne  secche, si  può  raccogliere  dal  pavimento  qualsiasi  vago  residuo  di  ostinatissima  polvere. Della  serie: due  piccioni  con  una  fava.

Per  i  maschi, risalgo  all’inverno  2014/2015  pur  di  catturare  alcuni  spunti  molto  interessanti:

trend-moda-maschile

A  sinistra, un  quadrettato  totale: fa  molto  country  inglese, sì, ma  anche  pirla  metropolitano. A  voi  la  scelta. Al  centro, un  total  black: severo, sobrio, senza  fronzoli. Il  modello, però, ha  l’espressione  facciale  di  uno  in  procinto  di  tirare  le  cuoia. A  destra, invece, s’impone  l’aria  un  po’  disorientata  del  giovanotto  che, consapevole  di  quanto  sta  indossando,  sembra  dire  a  se  stesso: che  ssa’ da fa’ ppe’ campà.

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Alzi  la  mano  chi  non  ha  mai  patito, da  infante, autentiche  violenze  alla  propria  capigliatura, violenze  perpetrate  da  genitori  e  parrucchieri  ‘disinvolti’  e  insensibili. Io  ricordo, ad  esempio, lo  stato  in  cui  ridussero  una  mia  povera  cugina: le  tagliarono  i  capelli, che  aveva  folti  e  belli, fino  alle  orecchie; però, da  un  lato  i  capelli  le  scendevano  sulle  orecchie  piatti, mentre  dall’altro  avevano  un  orrido  rigonfio, tutto  sporgente  all’infuori,  che  la  faceva  sembrare  pazza. Comprensibili, dunque, i  suoi  molti  pianti  dopo  l’infausta  seduta  da  quel  parrucchiere  sciroccato.

E  che  dire  della  pettinatura  in  stile  Napo  Orso  Capo? Eccola:

napo

A  un  mio  amichetto  d’infanzia, dotato  di  tanti  bei  capelli  ricci  e  scuri, fecero  un  taglio  un  po’  spregiudicato  ottenendo  proprio  una  pettinatura  del  genere. Il  poverino, dopo  essere  stato  ridotto  in  simili  condizioni, si  chiuse  in  una  sorta  di  mutismo  per  almeno  una  settimana, mentre  genitori  e  parenti  lo  accusavano  persino di  avere  un  brutto  carattere  perché  troppo  taciturno. Come  si  suol  dire, becco  e  pure  bastonato.

E  ora, qualche  pettinatura  orrida  per  adulti:

capelli

Anche  sforzando  parecchio  le  meningi, non  si  riescono  ad  afferrare  i  reconditi  motivi  per  i  quali  bisognerebbe  andarsene  in  giro  conciate  in  questo  modo.

D’altra  parte, al  peggio  non  c’è  mai  fine:

capelli1

La  pettinatura  in  cespuglio-style  pare  poco  adatta  alle  comuni  giornate  di  lavoro, anche  se  forse  ha  il  vantaggio  di  poter  essere  utile  nella  stagione  fredda, perché  riscalda  le  orecchie. E  vi  pare  poco?

Ma  perché  non  rivolgerci  ai  cosiddetti  trend  del  momento? Pare  che  questa  sia  una  tendenza dell’inverno attuale:

capelli2

E  se  questa  roba  è  di  tendenza, preferisco  senz’altro  essere  fuori  moda. L’unico  discutibile  vantaggio  di  questa  specie  d’acconciatura  è  la  possibilità  che  offre  a  qualche  smarrito  volatile  di  eleggerla  a  proprio  nido.

E  voi  che  ne  dite?

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borsa

A  causa  del  clima  ‘infuocato’  di  questo  luglio  infernale, con  Caronte  che  ha  deciso  di  non  lasciarci  in  pace, ho  scritto  poco  sul  blog. Mi  dispiace, ma  la  stanchezza  fisica  e  psicologica  ha  trionfato.

Ma  oggi  eccomi  qui, anche  perché  avevo  promesso  che  avrei  risposto  all’appello  di  Marisa Cossu,  che  mi  aveva  nominato  per  un  simpatico  tag. Sono  un  po’  in  ritardo, ma, come  si  suol  dire, meglio  tardi  che  mai.  Il  tag  s’intitola  Cosa c’è nella mia borsa. Ebbene, che  mai  ci  sarà? Vediamo  un  po’:

– prima  di  tutto, il  portafoglio, perché  purtroppo  non  se  ne  può  fare  a  meno. Sarebbe  bellissimo  un  mondo  in  cui  poter  girare  ogni  giorno  senza  il  becco  di  un  quattrino  in  tasca, ma  l’esistenza  sul  globo  terrestre  non  funziona  così, proprio  no.

– fazzoletti  di  carta. Sono  indispensabili  in  ogni  stagione  e  per  vari  motivi.

– chiavi  di  casa, visto  che  ogni  giorno, ovunque  mi  trovi, avverto  sempre  l’irrefrenabile desiderio di  tornarci. A  casa, intendo. E  quando  posso  starci  senza  uscire, ne  sono  felicissima.

– il  cellulare. Sebbene  io  lo  usi  poco, ossia  soltanto  quando  è  indispensabile  (spesso  lo  dimentico  pure  spento) è  uno  strumento  utilissimo  che  può  servire  in  qualsiasi  momento.

– il  rossetto. Un  ritocchino  può  rendersi  necessario, specialmente  se  si  sta  fuori  casa  a  lungo.

– penna, matita  e  taccuino. Guai  uscire  senza  avere  la  possibilità  di  scrivere. Oltretutto, a  me  vengono  tante  idee  nei  momenti  più  strani  o  impensati  e  quindi  devo  avere  la  possibilità  di  metterle  nero  su  bianco.

– in  questi  tremendi  giorni  di  afa, bottiglietta  d’acqua. Ne  ho  scolata  una  intera  lo  scorso  venerdì, quando  a  mezzogiorno  mi  trovavo  stremata  alla  stazione  di  Bologna,  in  attesa  del  treno  per  rientrare  alla  base.

Lo  so, non  c’è  nulla  di  straordinario  nella  mia  borsa: non  è  la  borsa  di  Mary  Poppins. Ma  questa  è, prendere  o  lasciare.

Siccome  so  che  non  tutte  amano  scrivere  post  di  questo  tipo, evito di  nominare altre  blogger  e, come  faccio  di  consueto  in  questi  casi,  invito  chiunque  lo  desideri  a  scrivere  un  post  su  questo  argomento. Intanto, buona  giornata. 🙂

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