La giornata del gatto nero

Si celebra ogni anno il 17 novembre ed è una ricorrenza nata in tempi recenti. Forse molti ignorano che i gatti neri, ancora oggi, sono quelli più esposti alla crudeltà degli umani; sono anche destinati a restare più a lungo nei gattili, perché in genere non richiamano molto l’attenzione di chi desidera adottare un piccolo felino. Peccato, perché i gatti neri sono semplicemente gatti, come tutti gli altri, e sono dotati di una bellezza e di un’eleganza quasi ultraterrene. Auguri, dunque, a queste magnifiche panterine.

Gatto in scatola

Ma soltanto io provo un gran senso di pace quando vedo un gatto che mangia o che dorme? Qui c’è il gatto Sirena che, dopo essersi rifocillato con piacere, si mette a dormire dentro a una scatola. Perché i gatti adorano le scatole, per le quali sono disposti a dimenticare anche le cucce più belle e più morbide che ci siano. Ogni tanto, l’ammetto, vorrei poter dormire anch’io dentro a una scatola.

 

Il gatto Sirena

In principio si chiamava Tigre e aveva un padrone. Poi, chissà perché, un bel giorno ha deciso di lasciarlo e di imporre la sua presenza ad Antonio, infaticabile gattaro di Acerno. Tigre è arrivato a casa di Antonio, e ha manifestato senza pudore la sua tendenza a strillare come un dannato per reclamare cibo. Perché lui non lo chiede il cibo, no: lui il cibo lo esige, lo pretende e, finché non arriva, strilla così tanto da sembrare la sirena di un’ambulanza. Perciò Antonio gli ha cambiato nome e l’ha chiamato Sirena.

Ormai il gatto Sirena è diventato una piccola star tra i followers di Antonio. Io stessa ne conosco il carattere e le peculiari disposizioni, che emergono anche nel rapporto che ha con gli altri gatti randagi di cui Antonio si occupa. Sirena, a causa dei suoi strilli, ha spesso suscitato l’antipatia di una bellissima gattina dal mantello color autunno che l’ha preso più volte a zampate pur di farlo tacere. Ma Sirena – questo va detto – ha spesso sopportato le zampate con eroica fermezza, continuando nel frattempo a strillare imperterrito. Perché lui è così: invadente, pasticcione, rumoroso, ma anche ingenuo e bonaccione. Soltanto una volta, a quanto pare, si è azzuffato con la terribile gattina, dando luogo a un groviglio di unghiate e di spettacolare ira gattesca.

Eccolo qui, il caro gatto Sirena. Va guardato e ascoltato, poverino, perché non si limita, quand’è affamato, a distruggere i timpani di chi si trova nelle sue vicinanze, ma si alza addirittura in piedi, reggendosi in perfetto equilibrio sulle zampe posteriori, pur di dare forza ai suoi intenti.

Due bei gatti

In un paese dell’appennino in provincia di Salerno, c’è un signore che si dedica con amore e costanza a sfamare numerosi gatti randagi. Alcuni ormai vivono nel suo giardino, altri si trovano a qualche chilometro di distanza, in aperta campagna. Ogni giorno, Antonio fa tutto quello che può per nutrirli e coccolarli.

Antonio ha un canale su youtube in cui mostra la sua vita con questi splendidi gatti. Ciò che distingue il suo canale da altri simili è l’estrema semplicità dei video e dei loro contenuti, e ciò probabilmente è il motivo fondamentale per cui Antonio ha molti appassionati followers: niente effetti speciali, nessuna “scenografia”, ma soltanto immagini ingenue e la dura, vera vita di gatti che cercano un po’ di riparo, di cibo e di affetto. Ormai siamo tutti affezionati a questi animali, un po’ come se fossero anche nostri.

E allora per chi, come me, adora i gatti, ecco un bel video rasserenante. Qui sono presenti il gatto Sirena e una bellissima micia bianca, da poco tempo ospite del giardino di Antonio. Sirena si chiama così perché, nei primi tempi in cui si era installato nel giardino di Antonio, era solito strillare come un dannato quando aveva fame. Ma strillava sul serio, eh, strillava come un’ambulanza. Adesso, a quanto pare, si è calmato, probabilmente perché si sente sicuro e sa di poter contare su pasti quotidiani e carezze.

Il gatto e l’estate

Vive nel palazzo di fronte e, data la bella stagione, preferisce trascorrere molto tempo all’aria aperta. Ma il cortile del suo condominio è pieno di ghiaia e senza piante, poco piacevole durante le afose giornate estive; così, svelto e silenzioso, attraversa la strada e s’infila sotto il cancello del palazzo in cui vivo io: qui, infatti, c’è un giardino con cespugli e alberi che garantiscono ombra e riparo, e lo splendido gattone se ne approfitta per sdraiarsi accanto alle piante e riposarsi a sazietà.

Bello e grasso – il tipico felino viziato e sereno -, ha un carattere estremamente aperto, dolce e socievole: appena qualcuno gli si avvicina, si sdraia con le zampe all’insù e mostra la pancia per farsi accarezzare. A volte, poi, quando apriamo il portone, lui sguscia veloce nell’atrio e ci segue fino all’ascensore, mai abbastanza pago di coccole e complimenti. Capita anche di vederlo trotterellare rapido lungo la via per infilarsi nel parco qui accanto, e lanciarsi in chissà quali avventure.

Credo che, se potesse parlare, dichiarerebbe tutto il suo amore per questa stagione.

Intermezzo con i panda


Questi bellissimi “fagottini” bianchi e neri sono piccoli panda.
Nella cittadina di Chengdu, in Cina, si trova un Centro di Ricerca che accoglie vari esemplari di animali rari o a rischio d’estinzione. Come si può notare guardando l’immagine, per i panda appena nati è stata creata una piccola nursery. La foto è tratta da La Stampa.

Una gatta e un giaguaro


Qui sopra potete ammirare Titta, gatta colombiana, mentre allatta uno scottaiolo che, alcuni giorni fa, è stato trovato ferito in un parco. Chi desidera vedere altre foto di Titta e dello scoiattolo, può cliccare qui.
Ma non è finita. Guardate:

Una femmina di giaguaro gioca col suo cucciolo maculato allo zoo di Yaduda, in Giordania. Per vedere tutte le foto, cliccare qui.