Buon inizio d’autunno

Quest’anno l’autunno astronomico comincerà il 23 settembre alle ore 3.04 italiane, ma la prima, grave rottura dell’estate si è già verificata, per cui la nuova stagione è già qui.

Noi amanti dell’autunno formiamo un club particolare. Qualcuno ci definirebbe strani, qualche altro, poco incline alla pietà, non avrebbe riguardi e ci chiamarebbe disadattati, depressi e malinconici senza speranza. Eppure non siamo pochi; solo che tendiamo al silenzio e siamo schivi, riservati, pensierosi, talvolta sognatori.

Forse, nonostante i nostri sforzi, non apparteniamo del tutto a questo mondo – non interamente, almeno, non abbastanza. C’è qualcosa, in noi, che oltrepassa il comune sentire, l’essere pieni di vita e spenti nel medesimo istante, senza poterlo spiegare, senza poterlo raccontare. Siamo un mistero, proprio come questa splendida stagione.

Buon inizio d’autunno a tutti e a tutte.

La regina e i sogni di gloria

Alcuni si stracciano le vesti per la morte della regina Elisabetta, commentando quest’avvenimento con toni decisamente sopra le righe. A volte, sono uomini e donne che neppure ricordano di avere nonni o parenti ormai vecchi, il cui decesso, quando arriva, li sfiora appena.

Mentre singhiozzano per Elisabetta, mi rammentano quelle persone che si dedicano con grande zelo al volontariato, visitando gli anziani soli, e però, nel frattempo, hanno collocato i propri genitori nelle cosiddette strutture protette.

Va bene, la regina è un pezzo importante della storia inglese. Ma un conto è valutarne la figura in maniera razionale, per l’impatto che ha avuto sulla sua nazione, un altro conto, invece, è dolersi e considerarla alla stregua di una persona cara. Sì, eravamo abituati a vederla, d’accordo; ma cerchiamo di mantenere le giuste proporzioni.

La verità è che spesso, in questi casi, ad attirare è lo sfarzo, quel lusso sfrenato al quale la grande maggioranza della popolazione mondiale non ha e non avrà mai accesso. Le regine, i principi e le principesse rappresentano un mondo “altro”, affascinante e per molti versi misterioso, reso sacro proprio dalla sua unicità e dai privilegi che lo puntellano, quei privilegi che molti vorrebbero avere.

Peccato, però, che tali privilegi costino parecchio alla collettività e che, nel lungo, complicato corso della storia, siano stati sempre ottenuti a colpi di violenze, crudeltà e durezze inenarrabili.

Bisognerebbe ricordarselo, per maturare un po’ e capire che le enormi diseguaglianze presenti nel mondo non sono effetti del caso.

Mentre l’estate scivola via

Ci troviamo in un momento assai particolare: l’estate sta giungendo alla fine, adagio, certo, e con qualche intemperanza. Che lo voglia o no – conoscendola, direi di no – i suoi giorni sono contati. Ma i trapassi, si sa, recano con sé fatiche e dolori, scoppi d’ira e il desiderio di farcela a qualsiasi costo. Che, per l’estate, significa restare qui il più a lungo possibile.

Io sono eretica, quest’anno, e strana e di vita piena nonostante l’afa – non so perché, ma è un fatto, e di fronte ai fatti mi arrendo, alzo le mani. Sono strana, dicevo, perché un po’ mi spiace che la bella stagione vada ad addormentarsi, che scivoli via nonostante il suo carattere prepotente, quell’insopportabile arroganza che racconta storie di gioventù, follie e desideri soffocati a stento. Ma così è. E vedremo un’altra stagione, più profonda e intensa e misteriosa.

Intanto, mentre assaporiamo questo lento passaggio, guardiamo qualche immagine, qualche traccia di agosto, agosto che è appena finito e vuole che qualcuno lo ricordi. Pubblico allora quattro foto che mi ha inviato mio cugino Fabio.

Questo è il Lago di Vico, in provincia di Viterbo:

Narni, in provincia di Terni:

Colle dell’Asino a Rocca di Papa, in provincia di Roma: