La caduta di Draghi e Giuseppe Conte: il diritto di salvare il proprio partito

Dopo la caduta del governo Draghi, abbiamo assistito a commenti e dichiarazioni scomposte da parte di vari leader politici, impegnati ad accusarsi a vicenda della fine dell’esecutivo.

I toni sono forti e aspri, in alcuni casi melodrammatici e un po’ ridicoli: sembra quasi che la caduta di Draghi sia un reato di lesa maestà. Ma non è saggio tratteggiare il santino di Draghi, perché lascia intendere che, senza di lui, nessun politico sia in grado di mandare avanti il Paese. Ciò potrebbe anche essere vero, ma dichiararlo così apertamente non depone a favore di chi si straccia le vesti per la conclusione dell’esperienza draghiana.

Non condivido la violenza degli attacchi a Giuseppe Conte da parte di alcuni esponenti politici. Conte è il leader di un movimento che, dopo essersi affermato come primo partito alle elezioni del 2018, si trova ora in vertiginoso calo di consensi. L’appiattimento sulle posizioni di Draghi, che il M5S ha messo in atto negli ultimi mesi, è stato il canto funebre di un’esperienza politica al tracollo; in questa situazione, Conte non può fare altro che tentare un rilancio del suo movimento, occupando il vuoto lasciato da chi si dichiara di centrosinistra e invece persegue da anni politiche di centrodestra.

Forse si tratta di un suicidio elettorale, ma Conte ha il diritto e anche il dovere di tentare il salvataggio del suo partito, un’impresa assai più dignitosa dei voltafaccia di chi ha fatto carriera sfruttando il M5S per poi abbandonarlo. Ma si sa, quando la nave affonda i topi scappano.

A scanso di equivoci e per evitare commenti impropri, io non sono grillina. Però non mi piace la disonestà intellettuale di certa informazione.

  1. Cercare di salvare il proprio partito è legittimo.
    Ma,prima ancora, ci dovrebbe essere il dovere di difendere coloro che che sei stato chiamato a rappresentare….

    • Ma parecchi elettori del movimento chiedevano a Conte di staccare la spina, perché non si ritrovavano in quel governo. La pressione era forte, quotidiana. In questo senso Conte è in linea con i desideri di coloro che rappresenta.
      Siccome nel 2018 il movimento ha vinto e ha molti rappresentanti nel Palazzo, è normale che chieda maggior rispetto per le proprie proposte. Difficile pensare che Conte potesse scodinzolare all’infinito dietro Draghi e aspettare di fare il funerale al suo partito il prossimo marzo.
      Io, poi, ripeto, non sono grillina. Ma non me la sento di scagliarmi con violenza contro Conte, perché, a mio parere, il suo non è un tradimento.
      Un traditore seriale è invece Renzi.

      • mah, che Conte abbia avuto un sussulto di dignità ci può stare.
        Certo che parlare di coerenza dopo essere stati premier prima con un governo a maggioranza 5S/Lega e poi con uno a maggioranza 5S/PD suona un pò strano…..in definitiva, se voleva guadagnare un pò di credibilità avrebbe dovuto pensarci prima….

        • Se la vedranno con gli elettori.
          C’è da dire che il movimento ha sempre avuto due anime, una più a destra e una più a sinistra, e, com’è ovvio che sia, questa contraddizione è emersa in modo drammatico.
          Quanto a Conte, la sua collocazione naturale è nel centrosinistra, però si è “sporcato” governando con la Lega.

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