Parlamento, democrazia e partiti: qualche riflessione

Un generale con le medaglie sul petto, un banchiere e un Parlamento in cui si discute poco perché, sempre più spesso, si ricorre al voto di fiducia: questa, in estrema sintesi, è la fotografia della situazione politica italiana degli ultimi mesi.

Con la scusa delle emergenze, lo spazio della democrazia si è ristretto e questa tendenza non mostra segni di cedimento. Intanto, si profila all’orizzonte il successo di una destra essenzialmente illiberale e attraversata da venature fasciste, con tutto ciò che questo comporta sul piano politico, sociale, economico e culturale. D’altro canto, nulla nasce a caso e sono tanti gli attori responsabili di questa situazione, compreso il centrosinistra.

Avremmo un gran bisogno di uno schieramento progressista autentico e impegnato a combattere le troppe diseguaglianze presenti nel nostro Paese, ma è un discorso vano, una perdita di tempo, perché tutti quanti sono impegnati a non intaccare lo status quo: guai a toccare i privilegi, guai a combattere seriamente l’evasione fiscale.

Un generale, un banchiere, un Parlamento che non svolge del tutto la sua funzione, una destra becera e volgare, un centrosinistra che non c’è o che arranca: la nostra condizione è questa. E infatti la percentuale di chi si astiene dal voto sta aumentando, perché ormai alcuni si sono stancati di andare ai seggi turandosi il naso.

Non è un quadro rassicurante.

  1. Già Eugenio Scalfari, nel 1976,.ebbe a dire: “il palazzo del potere è vuoto”.
    Questa frase credo sintetizzi bene la situazione italiana, oggi come allora: siamo senza classe dirigente….ad una destra immatura e ancora nostalgica in qualche sua frangia estrema, si contrappone una sinistra supponente e presuntuosa schiava del “politically correct”……non prevedo tempi buoni per l’Italia, qualunque sia l’esito delle sempre più probabili elezioni politiche anticipate..

    • Negli ultimi tempi il quadro della nostra democrazia malata si è ricomposto, restituendoci un’immagine nitida: quella di un Paese destinato ad avvitarsi su se stesso.
      Il discorso sarebbe molto lungo, ma in ogni caso è chiaro che la situazione, nel suo complesso, stia peggiorando: lavoro sempre più precario, salari spesso ridicoli, prezzi alle stelle, categorie sociali intoccabili, evasione fiscale spaventosa, corruzione e ruberie assortite.
      Chi dovrebbe almeno tentare di risolvere questi problemi non sa e non vuole farlo.
      Stendo un velo sull’informazione, per molti versi inascoltabile.

      • La crisi di una società è sempre una crisi di valori, mai una crisi di persone di valore, oggi come duemila anni fa….ogni cosa oggi viene misurata unicamente in termini monetari o di followers, gli altri aspetti non sono mai considerati….vogliamo parlare del livello penoso della musica attuale, tanto per dirne una?? Meglio di no….

        • Certo, il denaro è il motore di tutto e il criterio in base al quale tutto è valutato e strutturato. Poi c’è la cultura della prestazione, incoraggiata fin dalla più tenera età e che produce mostriciattoli, oltre a causare un aumento dell’uso di cocaina e altre sostanze stupefacenti.
          Nulla cambierà. La soluzione è tentare di non lasciarsi travolgere dai modelli che vogliono imporci.

E tu che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...