Mattine ad aprile

Succede che all’inizio d’aprile certe mattine siano così, irresolute e opache, le nuvole cupe in cielo a raccontare storie di pioggia – oppure la nebbia, e qualche sprazzo luminoso, lì accanto, a rassicurarci.

Gli umori d’aprile sono indecifrabili, fra insoddisfazione, aspettative e lunghe attese – un tempo sospeso fra tinte radiose e ciò che eravamo.

Aprile ti entra dentro adagio, per dirti che, in fondo, non è mai finita.

    • Lo so. E i cambiamenti radicali sono sempre faticosi: è dura non riconoscersi più, è dura essere “altro”. Ma è necessario e comunque inevitabile. Bisogna accettarlo per costruire il nuovo, altrimenti è finita.

  1. Mi sembra di non riuscire a costruire il nuovo, non riesco a farcela…scusa se ti scrivo così, mi sei diventata familiare non so neanche da quanto tempo ti seguo…

    • Silvia, no, non devi scusarti. Puoi scrivere tutto quello che vuoi, ovviamente.

      Lo so che si passano momenti così, ti capisco. Ma siamo tutti in continua evoluzione e, anche se a volte non sembra, riusciamo a cambiare e ad adattarci a nuove situazioni, a nuovi stili di vita.
      Non è facile spiegarlo: un giorno ti alzi e ti accorgi che è successo.

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