Guglielmo. E poi le rape, il castello, il bambino e i fiori

Come fare per trascorrere il nuovo anno con qualche consapevolezza in più? Quali strategie adottare per non rovinarsi troppo l’esistenza? Si possono evitare alcuni errori? Si può fare qualcosa di buono per sé e per gli altri?

Rivolgersi a Guglielmo, prego. Mai dimenticarlo: è la condizione indispensabile per camminare nel mondo senza commettere troppi errori. Ed è gratis, non si paga proprio: Guglielmo è disponibile con tutti e non pretende nulla in cambio. È stato lui a suggerirci di pensare alle soluzioni più semplici, senza moltiplicare gli enti all’infinito. Questo principio filosofico di primaria importanza può e deve essere usato nella vita di tutti i giorni, quella in cui sembra non accadere mai nulla e invece accade tutto: ebbene sì, il rasoietto di Occam funziona sempre, ci salva e c’impedisce di schiantarci contro troppi muri. Si scelgano sempre le risposte più semplici. Tizio ti offende? No, non è una strategia per conquistarti o per celare chissà che tormenti interiori: significa soltanto che ti disprezza e che devi tagliare la corda subito, se non vuoi perdere la tua serenità. Caio viene trovato in casa sua col cranio sfondato? No, non è stato un pazzo passato per caso o un extraterrestre, ma una persona conosciuta dalla vittima. Sempronio non ti cerca mai? Significa che non ti vuole. Il rasoio di Occam è formidabile, davvero. Procedere a colpi di rasoio vuol dire limitare i danni, limitarne tanti. E non è mica una cosa da poco, in questa valle di lacrime.

No! Per favore, le rape no! Non si cava sangue da una rapa, non c’è niente da fare. Se Asdrubale è cinico e anaffettivo, resterà tale fino all’ultimo e nulla potrà mai smuoverlo. Anzi, c’è il rischio che con l’età peggiori pure. Se Pupetta ti ha tradito dieci volte, ti tradirà anche l’undicesima volta. Se Agenore è tirchio come zio Paperone, non diventerà mai generoso, ma ti farà patire le pene dell’inferno finché morte non vi separi. Tradotto in corretto italiano: perché perdere tempo prezioso ed energie con persone mediocri o addirittura pessime? E perché cercare di attirare l’attenzione dei casi umani? Ce ne sono molti, di casi umani. E qualche domanda bisogna porsela se si va alla ricerca di soggetti simili, pensando di poterli cambiare. Non sarebbe più saggio disfarsi delle rape in fretta?

Il castello, signore e signori, il castello! C’è un momento giusto per aprirsi al mondo e c’è un momento giusto per chiudersi. Quando il freddo è eccessivo, quando la tempesta infuria, quando capita l’imprevedibile, bisogna difendersi e bisogna saperlo fare da soli o quasi. Il castello è un bellissimo simbolo di chiusura e di protezione. E, a volte, chiudersi in una fortezza è indispensabile, è l’unica garanzia di sopravvivenza.

Che il bambino sia sempre con noi. Ma sì, gli anni passano, è vero; dentro di noi, però, c’è sempre una parte un po’ bambina desiderosa di giocare e di scherzare e di combinare qualche marachella, proprio come ai vecchi tempi. Non bisogna vergognarsene e non è saggio reprimerla troppo, perché può regalarci gioia, creatività ed entusiasmo. Il nostro puer interiore, che ha bisogno di essere curato e protetto, coccolato e accudito, contribuisce alla nostra evoluzione e al nostro benessere.

Con un mazzo di fiori in mano. Sono meravigliosi, i fiori, tutti quanti. Sono simboli di bellezza, grazia, tenerezza, turbamento, fragilità, dolcezza. Ecco, per vivere bene occorrerebbe dispensare un po’ di fiori anche agli altri. Un bel gesto non guasta mai, un bel gesto fatto gratuitamente, senza attendersi nulla in cambio. Qualche volta bisognerebbe imparare a dare e non pretendere soltanto di ricevere: aiutare qualcuno in difficoltà, ascoltare, soccorrere, dire una parola buona, incoraggiare. Piccole cose, minuscole, eppure in grado di lasciare una traccia positiva e addirittura di mutare qualche destino. Ci si rifletta ogni tanto, giusto per dare un po’ di significato a questo passaggio stretto chiamato esistenza.

  1. Ciao Romy, ma cosa sono? Tarocchi? In tal caso non dico nulla e prendo i consigli alla fine di ogni pensiero… Ma se devo andare in questa direzione con qualche consapevolezza in più ascolto Paolo Fox 😝

    • No, sono le sibille Lenormand, ma le ho usate solo come immagini per indicare i vari punti su cui mi sono soffermata: il cane, cioè il saggio amico Occam, la croce, cioè le rape che ti mettono in croce, la torre che è il castello, ecc. Il post non è mica una divinazione. 😀
      Faccio collezione di mazzi di carte perché mi piacciono le figure, i disegni, i colori.

    • Come sempre, commento solo riguardo i passaggi che mi hanno colpito di più 🙂
      Rape, castelli… ma anche bambini, che sono un prendersi cura di sé stessi e, se ci sono troppe rape, anche solo di sé stessi.

    • Da ragazzini si è inesperti e purtroppo in balia delle condizioni sociali e culturali in cui si cresce, cioè delle sciocchezze e delle manipolazioni esercitate su di noi da chi ci sta intorno. E su questo non ci piove. 😀

      Poi, se si ha la fortuna di maturare e di essere curiosi, ossia di leggere e di studiare il funzionamento della mente umana, si arriva a capire che una persona insana è da mollare subito, in gran fretta. Chi ti maltratta o ti mente o ti umilia al solo scopo di nutrire il suo narcisismo, è uno sfigato cosmico che va mandato al macero all’istante.

      La vita è breve e complicata. Non si capisce quindi perché, mentre si campa, si debbano sopportare pure certe persone. 😇

    • Sì, è splendido, ma non ce l’ho. Però ci sto facendo un pensierino.
      Mi piacciono parecchio anche i mazzi di sibille, perché rappresentano scene di vita quotidiana generalmente ambientate nell’Ottocento.

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