Zamponi e cartoline

Ai miei tempi, a Modena esistevano alcune cartoline particolari, che mostravano il Duomo in bella vista e, accanto a esso, una poesia in dialetto e uno zampone cicciotto sullo sfondo. Sì, proprio lo zampone del suino, quello che tanti amano mangiare durante le feste natalizie e non solo.

Io detesto zamponi e cotechini, non ne sopporto il sapore e tutto quell’orrido grasso che cola appena se ne taglia qualche fetta; perciò non ne mangio mai neppure un grammo, e sulla mia tavola natalizia non compaiono neppure per sbaglio. Ma la vecchia cartolina in modenese-style, munita di zampetto di porco, non l’ho mai dimenticata: nella sua ingenua zoticaggine, con la sua aria rustica e pacchiana, resta un ricordo indelebile. E mi torna in mente che una mia compagna di liceo, come me ironica e amante degli scherzi, me ne inviò una a scopo ludico. Dal momento che vivevamo nella stessa città, fu una specie di uozzappa artigianale e casalingo in un momento in cui di uozzappa non vi erano neppure tracce. Ma questa è un’altra storia.

A parte ciò, sono l’unica a ricordare l’esistenza di cartoline un poco stravaganti?

(Quella dell’immagine è molto più vecchia della tipologia che ricordo io, ma è comunque significativa)