Messaggi, complottismo e parentela

Ebbene sì, succede anche a me e devo sfogarmi. Ho una parente che mi scrive assurdità via whatsapp, tanto che mi viene da maledire il giorno in cui ho installato questa applicazione. La mia parente, infatti, è una persona che s’infiamma per nulla, una di quelle che perdono la testa facilmente, un po’ come i bambini, e che invia a tutti i suoi contatti messaggi pieni di idee complottiste. Tali messaggi sono rigorosamente raccattati su Faccialibro, e a questo punto non può non venire in mente il grande capo indiano Estiqaatsi.

Siccome la mia parente non s’intende di politica, nel senso che non conosce neppure i rudimenti della materia né la Costituzione, è convinta che siamo in dittatura perché il governo non è stato eletto dal popolo, che in Italia siamo vittime dei terribili comunisti che c’impediscono da anni di votare, e che uno di questi tremendi bolscevichi è il democristiano Sergio Mattarella.

Cercare di spiegare alla mia parente il concetto per cui, quando votiamo, eleggiamo il Parlamento e non il Primo Ministro, e che chi ha la maggioranza deve governare anche se a lei non piace, è stata una fatica immane che non ha prodotto alcun risultato: lei, infatti, mi ha risposto che effettivamente non conosce la Costituzione, ma non se ne è vergognata e ha continuato a ripetere le sciocchezze che legge su certi giornalacci e che ascolta su Rete4. Per dirne una, siccome odia i 5 Stelle non capisce che costoro sono in Parlamento perché nel 2018 hanno democraticamente ottenuto la maggioranza dei voti, e dunque, anche se ora scontano un’emorragia di consensi, hanno il diritto di restare nelle due Camere. Non è che possiamo eliminarli a piacimento, magari con qualche fucilata, per fare posto a quelli che sono simpatici a lei.

Sui vaccini il livello argomentativo è lo stesso: mi ha inviato una fitta serie di fake news deliranti raccolte su Facebook, e altre sciocchezze diffuse da giornalisti che non cito per pura carità cristiana. Ho tentato di spiegarle che i social non sono fonti d’informazione, e ho persino cercato di farle capire in cosa consiste il metodo scientifico, ma è stata una perdita di tempo. Niente da fare, non c’è speranza, non esiste alcuna possibilità di farle raggiungere una qualche forma di razionalità.

Evitiamo gli equivoci. Non è una persona in condizioni di fragilità economico-sociale, frustrata e vittima di slogan facili; al contrario, è ricca e ha molto tempo a disposizione per fare ciò che vuole. Magari potrebbe leggere, studiare, approfondire. Invece no, preferisce buttarlo via, il suo tempo, e perderlo sui social insultando i “comunisti”. Durante il lockdown strillava contro le chiusure augurando la morte a Giuseppe Conte – sì, la morte -, ma nello stesso tempo aveva il terrore di ammalarsi, per cui mi tempestava di messaggi riguardanti il corretto uso delle mascherine. Poi si è vaccinata, ma continua a tuonare contro i vaccini e la dittatura sanitaria imposta da quel violento del ministro Speranza.

Ecco, i suoi sproloqui assurdi mi fanno girare la testa. L’unico dato positivo di questa vicenda è che, pur essendo parenti, posso dire con certezza che no, non ci assomigliamo. Per fortuna.