La nuova stagione: ricominciare, accogliere, capire

L’estate meteorologica è cominciata e, lo si voglia o meno, è già diventata parte di noi. Non si resta mai indifferenti di fronte all’arrivo di una nuova stagione, ma ci s’interroga, si fanno i conti col presente e col passato, si tessono trame per il futuro. Una nuova stagione è sempre un ricominciare, il dover necessariamente lasciare alle spalle un periodo per abbracciarne un altro. La nuova stagione s’impone, non ci è consentita la facoltà di rifiutarla: accade, è un fatto, è un dato. Non la scegliamo, ma con essa dobbiamo fare i conti. Ecco che si apre, allora, il problema dell’accoglienza, del fare spazio, del permettere al diverso di entrare nella nostra quotidianità per diventarne parte.

Non è mai semplice accogliere, perché ciò richiede una certa apertura mentale, uno sforzo, la capacità di modificare abitudini radicate, la volontà di ascoltare e di capire senza rinchiudersi nella fortezza del proprio ego, delle proprie opinioni, della propria meschinità. In questo senso il passaggio da una stagione all’altra ci pone di fronte a noi stessi, a ciò che siamo veramente, alla nostra grandezza e ai nostri limiti, come sempre accade nei momenti decisivi dell’esistenza.

Al di là di tutte queste considerazioni, resta il dato essenziale che niente e nessuno può scalfire: il passaggio arriva, il cambiamento è in atto, la nuova stagione è qui. La saggezza consiste nel cercare di adattarsi, inventando strategie, recuperando memorie, prendendosi cura di ciò che siamo.