Inverno e nebbia fitta

L’ho vista calare intorno alle diciassette. L’ho vista addensarsi silenziosa e caparbia, fitta, quasi minacciosa, tenace – lei non teme nulla. E così le sono andata incontro – io lo so che accogliere è sempre l’unica via, il solo modo per esistere, per non essere travolti dal divenire.

Amo molto fotografare gli alberi spogli abbracciati dalla nebbia: mi sembrano più vivi che mai, desti, magnifici simboli di resistenza e di vigore. E mi piace immaginare che la nebbia sia arrivata per proteggerli.

  1. Sono bellissime, Romina, soprattutto le prime tre, quella luce blu tipica dell’inverno e del freddo. Io adoro il freddo, sarò impopolare, credo che in pochi lo amino. Odio il caldo, le giornate troppo lunghe, la luce abbagliante tipica dell’estate. L’inverno calma, rasserena, almeno per me. Ti auguro una buona serata

    • No, non sei l’unica a pensarla così…col tempo ho maturato anch’io una profonda avversione verso il caldo e la cosiddetta bella stagione,anche se non contro l’estate in sé, ma contro la trasposizione che ne viene fatta al nostro tempo….

      • Grazie, cara Silvia.
        Ti capisco, perché anch’io non sopporto le troppe ore di luce tipiche dell’estate.
        Buon fine settimana.

        Filippo1@
        Purtroppo l’estate è diventata la stagione della sguaiataggine e della volgarità. Se a questo aggiungiamo il caldo torrido, si crea un mix micidiale, almeno per me. Non voglio pensarci.

  2. Che nebbia fitta, dolce e pia Romina,
    che tempo fosco qui sulla marina !
    E vento e pioggia … una giornata uggiosa,
    nell’ aria buia …. dove è mai la rosa ???
    Il sogno langue, e neppure il mare
    ci mostra l’ orizzonte da varcare !
    Noi siamo qui, il covid non dà pace,
    tanti ricordi, ed ancor più rimpianti …
    Dove mai se ne andarono quei Soli scintillanti,
    quegli argentati mari, quelle sere,
    e quelle nostre perdute primavere ???
    Quei tramonti infuocati, e quelle aurore
    quando nel Porto eran pronte le prore
    di navi immaginarie, o dei vascelli
    diretti verso i sogni … i più belli ???
    Qui tutto tace, Romy …. il Tempo scorre
    inesorabilmente ! Ed io dolente,
    col cuore cupo, e cupa la mia mente,
    come colui che guardi da una Torre
    un panorama non più suo ! E invano
    afferro il sogno e, Cavaliere Errante,
    dirigo il mio destrier assai lontano
    per sfuggire al dolor …. ancor straziante !
    😦

  3. Come ti dicevo, abito al piano terra e ho visuale zero, tuttavia avendo la porta che da direttamente sul cortile condominiale senza pianerottoli e portoncini vari, mi sento più invogliato a uscire per fare 2 passi, anche brevi. Un po’ come se tutto il paese fosse il mio giardino.
    Diciamo che ha dei contro ma questo è un pro.

  4. Foto presa dal web…..non l’ho fatta io ma la nebbia lungo il naviglio è emozionante! ( Bernate sul ticino…la foto identifica la basilica edificata nel 1186 dopo l’autorizzazione di Papa Urbano II …) abito vicino !!

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