Buon Natale 2020

La vigilia di Natale è un giorno spesso caotico e strano: ci si affretta a terminare acquisti o a fare commissioni varie, per poi chiudersi in casa in attesa della festa o di un po’ di tranquillità. Si oscilla, dunque, fra attivismo sfrenato e desiderio di pace, o soltanto di una bella cena e quattro chiacchiere in famiglia, per chi una famiglia ce l’ha.

Natale non è mai come quello della foto: lo so, è un’immagine ingenua e infantile, che però forse può sollecitare i nostri sentimenti migliori e farci sognare un po’, regalandoci qualche illusione. Ma oggi voglio aggiungere anche qualche altra foto, qualche foto che mostra l’inverno per ciò che è, con i suoi colori freddi e i suoi angoli squallidi. Questa mattina sono scesa nel parchetto sotto casa e ho immortalato il paesaggio scabro e un po’ deprimente. Questa è l’entrata del parco accanto al secondo cancello del mio condominio:

E poi eccolo ancora, il mio piccolo parco, vittima inerme della stagione invernale:

E ora eccolo dall’entrata opposta:

Ma nel giardino del mio condominio a dominare è il verde:

Peccato però per i ponteggi:

E dopo quest’ultima immagine ben poco poetica, cari auguri a tutti e a tutte: che sia un Natale sereno o almeno privo di sofferenze. 🙂

  1. Buon Natale anche a te Romina, devo dire che il parco ha un suo perché, è bello, è poetico, anche se scabro come tu hai scritto. Il Natale della foto è un Natale lontano nel tempo, un tempo in cui si viveva con delle certezze, si credeva fermamente in qualcosa, e questo dava anche la gioia di vivere. Bisognerebbe riavvolgere il nastro di due secoli…ancora tanti cari auguri

    • Ciao, Silvia. Sai, ieri stavo pensando a ciò che hai detto tu, al tempo in cui si avevano delle certezze e si credeva davvero in qualcosa, mentre adesso ci sentiamo immersi nel vuoto oppure di certezze non ne abbiamo. E il Natale è diverso, quasi privo di dimensione sacrale.
      Cari auguri e buon proseguimento. 🙂

      • Sì Romina, è proprio così, il Natale ha perso la dimensione del sacro. Credo che questo, qualunque sia la verità, non sia buono. In passato, un passato ormai troppo lontano, ci si aggrappava letteralmente a tante cose che in qualche modo facevano andare avanti. Con il tempo, come è normale purtroppo, sono aumentate le domande, i dubbi e non ci sono risposte. Ci vuole molto più coraggio per vivere oggi che due secoli fa, oggi, con solo domande e niente risposte. Non sarebbe bello restar sempre bambini? I bambini accettano risposte semplici, e vivono. Ti abbraccio,

E tu che ne pensi?

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