L’invasione dei monopattini: caos e perplessità

Ebbene sì, anche a Modena è tutto un fiorire di monopattini ovunque: sulle strade, sulle piste ciclabili, sui viali pedonali; e sono monopattini guidati con eccessiva disinvoltura, spesso a velocità troppo sostenuta. Spuntano numerosi come le offerte farlocche dei supermercati e le truffe via web: ti arrivano quasi addosso davanti ai semafori, te li ritrovi dietro la schiena mentre guardi una vetrina, compaiono inaspettati mentre tenti di attraversare la strada. E li parcheggiano ovunque, addirittura in mezzo alle strade, con le conseguenze che tutti possono immaginare.

Io sono favorevole alle iniziative utili a limitare il traffico automobilistico, ormai insostenibile e molto stressante; però l’introduzione del monopattino selvaggio mi lascia molto perplessa. Lo so, i mutamenti creano sempre disagi e richiedono tempo per essere assorbiti e accettati; inoltre forse sto invecchiando e quindi fatico a capire il nuovo che avanza. Però i monopattini non mi convincono, almeno per ora. Chissà, magari in futuro cambierò idea. E poi ammetto di non essermi sforzata in lunghe, profonde riflessioni sulla loro utilità, perché preferisco impiegare i neuroni per altri scopi. Posso dire di essere stata quasi investita da un ragazzo in monopattino, all’inizio di Corso Canal Chiaro, cioè all’inizio del centro storico: il giovinetto ha fatto una manovra un po’ azzardata al semaforo e, volendo svoltare, è arrivato quasi a planarmi addosso. Non ci è riuscito soltanto perché mi sono spostata in fretta.

Una cosa devo ammetterla: mi dispiacerebbe molto cadere a terra, sbattere violentemente la testa e morire per un monopattino. Sarebbe davvero umiliante lasciare questa valle di lacrime così, per colpa di un oggetto simile. 😁