A settembre

Settembre. Si avverte un’ansia, la frenesia interiore di cogliere le tracce della fine, dello sfacelo dell’estate, della sua rovina lenta, della sua sconfitta – e sono tracce lievi, tracce evanescenti, fantasmi provenienti da chissà dove.

S’immagina il futuro, ciò che sarà, le prime piogge malinconiche, le foglie stanche sulle strade silenziose, le nebbie ad abbracciare i ricordi. S’immagina e si aspetta, con fiducia, con pazienza, perché è un dono del cielo questo ritrarsi, questo spegnersi giorno dopo giorno, l’autunno con le sue contraddizioni e la sua vita calma – l’aver compreso tutto, e chiudere porte e finestre, e chiamare ogni cosa con il suo vero nome.

  1. Langue l’ estate … e già l’autunno incalza,
    spariti ormai … son gli sghignazzi estivi :
    presto le strade indoreran la balza,
    e sarem tutti più umani e più giulivi !
    Il nostro autunno è un tripudio di colori,
    di silenzi interiori e di Memoria :
    men dure saran le pene ed i dolori
    si placheranno, al volger della Storia !
    🙂
    °°°

  2. Settembre, un mese con mille sfaccettature, a volte sembra incedere deciso verso l’autunno, in altri momenti sembra ingranare la retromarcia, quasi intimidito……

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