Cene all’aperto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricordo che, quand’ero ragazzina, nelle bellissime serate di agosto mi capitava spesso di mangiare all’aperto. Avevamo un giardino grande nella casa in appennino, e così, in poco tempo, riuscivamo ad apparecchiare un tavolo sotto le stelle. Avveniva tutto in famiglia e perciò in maniera semplice, senza cerimonie.

Per me, che trascorrevo le vacanze vivendo il più possibile in giardino, e che consideravo la casa alla stregua di un albergo da cui allontanarmi prima possibile, cenare all’aperto, mentre il cielo si oscurava avvinto dalla sera, era una gioia indescrivibile, ed era un preludio per successive delizie: mi sentivo libera e pronta per altri divertimenti, pronta per una notte di danze sotto la luna e di chiacchiere spensierate – quante parole ho consumato in quei giorni lontani, io che adesso resto muta per ore intere. Era l’incontenibile energia della prima giovinezza, una vitalità che travolgeva ogni cosa, prepotente, inarrestabile, quasi folle.

Era un altro agosto, era un altro tempo, ero un’altra persona.

      • Le ultime volte le ho fatte in un chiosco inserito in un parco, essendo in confidenza col gestore.
        Poi il chiosco ha chiuso, gli amici vanno e vengono……..
        Chioschi ce ne sarebbero altri, ma gli amici… quelli sono in ferie, gli altri hanno il bambino che deve andare a letto presto, l’altro è sparito e non si vede da un anno, ecc….
        A Ferragosto ho passato una bella giornata nel giardino di un amico con gente che non vedevo da anni (sembrava una rimpatriata) ma chissà quando ricapiterà.
        Io sono stato fuori gioco 2 anni (dal famoso incidente) ma nemmeno loro si erano visti nel frattempo.

        • Gli incontri con gli amici, a una certa età, sono sporadici e incerti. Troppi problemi e troppi impegni; e, a volte, anche un po’ d’indifferenza. Con i parenti non è detto che si possano fare cene; anzi, a volte è meglio scappare con moto accelerato e darsi alla macchia.
          Pertanto spesso, in estrema sintesi, ci si attacca al tram. 😀
          Poi, sai, io sono molto concreta, perché la concretezza e la capacità di vedere cose e persone per ciò che sono aiutano moltissimo a evitare guai e problemi. Perciò sono convinta che meglio soli che male accompagnati.

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