Il sabato

Finalmente sabato, dopo una settimana molto impegnativa, che mi ha impedito di aggiornare il blog. Provo molta simpatia per questa giornata: apprezzo il sabato perché è vivace, i negozi sono aperti e il centro storico si riempie di persone; nello stesso tempo, è un giorno che permette di assaporare il piacere della libertà.

Ma il sabato assume coloriture differenti a seconda delle stagioni. D’estate è spesso occasione per fuggire dalla città, alienante e ostile a causa del clima; ma così, il sabato perde quell’atmosfera luminosa e malinconica che sembra avvolgerlo durante l’autunno, quell’atmosfera che evoca pace e intimità, e che allude ad altri tempi – e sapori antichi, e noi che siamo fuori da questo mondo.

Adesso, a luglio, vincono il sole e l’impulso di fuggire, anche quando si resta immobili, come se non ci fosse un domani.

  1. Sì … il sabato è un gran giorno, ma questo fine luglio languente annuncia già l’ agosto, e presto, dopo i clamori scomposti e le urla dei turisti inesausti d’ agosto …. io già mi pregusto l’ ormai imminente Autunno, la stagione del mio cuore !
    Ma tornando al sabato …. voglio rallegrare Claudio col finale della bellissima ‘ode barbara’ carducciana MIRAMAR, un finale imponente … in cui è già racchiuso il destino del povero Massimiliano d’ Asburgo, mandato lì dalle potenze europee non a regnare sul Messico, ma a morire !
    😦
    °°°
    Tra boschi immani d’agavi non mai
    mobili ad aura di benigno vento,
    sta ne la sua piramide, vampante
    livide fiamme

    per la tenèbra tropicale, il dio
    Huitzilopotli, che il tuo sangue fiuta,
    e navigando il pelago co ’l guardo
    ulula — Vieni.

    Quant’è che aspetto! La ferocia bianca
    strussemi il regno ed i miei templi infranse;
    vieni, devota vittima, o nepote
    di Carlo quinto.

    Non io gl’infami avoli tuoi di tabe
    marcenti o arsi di regal furore:
    te io voleva, io colgo te, rinato
    fiore d’Absburgo;

    e a la grand’ alma di Guatimozino
    regnante sotto il padiglion del sole
    ti mando inferia, o puro, o forte, o bello
    Massimiliano. —

    • Grazie Cavaliere ma non devo essere rallegrato, Il video degli Ultravox stava a pennello con quelle frasi che Romy aveva scritto 🙂 ! Questa canzone, anche se tristissima, mi piace davvero molto…! In settimana è ricorso l’anniversario della nascita del Vate e non posso che ringraziarti per l’omaggio.
      Ti voglio regalare (con tutto il mio profondo rispetto e affetto sincero) questi versi: L’albero a cui tendevi
      la pargoletta mano,
      il verde melograno
      da’ bei vermigli fior,

      nel muto orto solingo
      rinverdì tutto or ora,
      e giugno lo ristora
      di luce e di calor.

      Tu fior de la mia pianta
      percossa e inaridita,
      tu de l’inutil vita
      estremo unico fior,

      sei ne la terra fredda,
      sei ne la terra negra
      né il sol più ti rallegra
      né ti risveglia amor.

E tu che ne pensi?

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