Cronaca di un venerdì in quarantena

Questa mattina, mi è toccato il rito settimanale della spesa. Sono partita da casa con la mia bella autocertificazione compilata, da brava cittadina ligia alle regole; e mi sono sentita in pace con me stessa, perché esco soltanto di venerdì mentre il resto della settimana metto il becco fuori dall’uscio esclusivamente per gettare la spazzatura, e per gettarla bene, come da manuale – ché la mia differenziata è un capolavoro di precisione.

Tornando alla spesa settimanale, in fila davanti all’Esselunga di Strada Morane non ho aspettato molto, perché in genere la maggior parte dei clienti arriva dopo le undici; inoltre, per non sprecare tempo e annoiarmi, ho portato con me un bel libro e così ho letto durante l’attesa, durata circa venti minuti.

Terminata questa cerimonia preliminare, sono stata ammessa a entrare dalla Gestapo lì presente e sono stata costretta nuovamente a stare in fila insieme ad altre tapine come me, tutte obbedienti e rassegnate mentre un uomo con mascherina e guanti ci ha misurato la febbre, cosa che m’infastidisce sempre parecchio, anche se ne riconosco l’utilità. Poi, finito questo strazio, via col carrello e col foglietto in mano ad acquistare la pappa per mantenermi in vita (se non mangio, crepo) e, nello stesso tempo, contribuire a non far crollare del tutto l’economia, ormai abbondantemente devastata per almeno i prossimi cinquant’anni. Ho acquistato carne, formaggi, verdura, frutta, salumi, fette biscottate e altro che non ricordo. Ho però comprato anche alcuni beni di primissima necessità, come gli ovetti piccoli di cioccolato per festeggiare (?) la Pasqua.

Terminato il giro infernale del magazzino, ho avuto la fortuna di trovare un cassiere educato e simpatico, evento assai raro all’Esselunga di Strada Morane, dove la cafonite abbonda in quantità industriale. Ma l’Esselunga è l’unico grande supermercato abbastanza vicino a casa mia e perciò, finché starò qui, continuerò a frequentarlo nonostante tutto.

Una volta uscita, ho visto un audace ragazzino che si divertiva con lo skateboard lungo il vialetto-parco che circonda il supermercato, mentre due rubicondi umarells, in barba ai famosissimi decreti del governo, se ne stavano seduti paciosi al sole, su una bella panchina, a osservare noi tristi consumatori con le borse della spesa in mano e il portafogli alleggerito.

A casa, dopo aver pranzato, ho finalmente visto il meraviglioso spettacolo: il solito ragazzo impegnato a correre lungo tutto il perimetro del parcheggio che collega Via Peretti e Viale Carlo Sigonio. Tutti i giorni corre per circa un’ora, diligente, preciso, instancabile. Si vede che è abituato a questa pratica. Oggi, però, c’è stata una novità: un nuovo giovinetto ha deciso di seguire l’esempio e di darsi allo sport. Ma deve essersi trattato di pura disperazione da quarantena, perché ha corso come corro io le rarissime volte che voglio prendere l’autobus al volo: scoordinato, col tronco in avanti, annaspando con le braccia e con i fianchi in movimento. Insomma, uno spettacolo pietoso, di cui però il giovinetto, evidentemente dotato di sano realismo, si è accorto, perché, dopo essersi esibito in questo modo, è sparito dietro a un palazzo facendo perdere le sue tracce.

  1. Molto bella questa cronaca del giorno Romina. 😊
    1. A questo punto ci devi fare un post su come butti la differenziata.😄
    2. Portassero tutti un libro, o una lettura, il tempo passa in maniera diversa e spegne i pensieri.😉
    3. Ovetti di cioccolato😋
    4. Ormai conosco gli umarells 👀
    5.Il giovanotto è finito a Chi l’ha visto. 👍

    • Ahahah! Hai ragione, Toni, mi sa che il ragazzetto è davvero finito a Chi l’ha visto? . Comunque adesso ce n’è un altro che sta correndo nel parcheggio, col buio e i lampioni accesi e il romantico silenzio della sera. Alla fine della quarantena l’Italia si distinguerà per i tanti emuli di Mennea 😀
      Grazie, Toni, e buon fine settimana.
      P.S. W gli umarells! 😉

  2. Io ho la fortuna di avere un piccolo negozio di alimentari della Sigma dall’altra parte della strada. In genere non è mai eccessivamente affollato e quindi posso recarmici a qualsiasi ora, è difficile che trovi ressa. Certo, essendo un piccolo negozio a gestione familiare ha alcuni prezzi mediamente più alti rispetto ai supermercati delle grandi catene, ma la comodità di poter fare spesa solo attraversando la strada (a volte ci vado anche mentre cucino, se mi accorgo che manca qualcosa) è impagabile 🙂

    • Sì, è comodo avere qualche negozio vicino a casa e soprattutto non è stressante: niente file e ambiente più umano, a differenza dei grandi supermercati.
      Qui dove vivo c’è un negozio di frutta e verdura a tre minuti da casa, ma lo frequento poco perché è davvero troppo caro e poi preferisco acquistare quasi tutto all’Esselunga, con un’unica spesa, così ho tutto in casa. Per quanto riguarda il pane e i dolci, invece, vado in centro storico anche se potrei comprarli qui vicino. Il fatto è che ho preferito mantenere vivo il rapporto con il mio amatissimo fornaio, anche perché probabilmente tornerò ad abitare in centro.

  3. Io ormai non esco nemmeno per fare le spese. Negli anni scorsi ho avuto due episodi di pleuropolmonite, l’ultimo dei quali mi ha spedito in ospedale; e così per evitare brutte sorprese adesso le spese me le portano a domicilio.

  4. ahahahha bellissima la storia dei corridori. Qui davanti a casa mia invece ho avuto il piacere per ben due volte di veder correre un credo 65enne/70enne che secondo me non correva da almeno 40 anni. Anche costui non faceva una bella figura, anzi, veramente verrebbe da dirgli che se non avrà problemi (spero per lui) col virus, probabilmente va cercando altri problemi…. che dire… stare fermi in casa non fa bene ed è durissima per tutti. però davvero a volte ce ne inventiamo di tutti i colori…

    • Ma sì, è vero: se ne inventano di ogni tipo. 😀 L’uomo anziano che hai visto ne è un esempio lampante.
      Infatti si sta facendo anche satira sui tanti sportivi improvvisati, e su coloro che fanno uscire il proprio cane mille volte al giorno. A questo punto non escludo neppure che qualcuno possa dare in affitto il proprio cane, con comode tariffe orarie, a chi cerca una scusa per uscire. 😂

      • oggi mi hanno proposto … “vuoi il nostro cane per farci un giro?” ahahahaha credo che mi hanno visto male. Un vicino di casa troppo simpatico,e non scherzava, me lo avrebbe dato. Ma ho rifiutato.

        Nel frattempo, ho rivisto passare il corridore di 70 anni … davvero con un passo nel baratro :/ io non capisco… uno stile di corsa da urlo. Si sentirà male sicuramente…. ahiahiahiiiii

        • Ahah! Non ci posso credere! Hai un vicino di casa mitico. 😂 Deve essersi accorto che sei al limite della sopportazione, e ha avuto pietà di te.
          Il corridore di 70 anni, invece, dovrebbe rassegnarsi a stare in casa o, al massimo, sul balcone, buono e tranquillo.

  5. mapiova stare a casa è la cosa migliore per chi ha problemi regressi di salute.
    Io sono un runner amatoriale ma sono fermo da quando c’è il blocco ( accanto a me ci sono Km di campagne e il bosco wwf ma sono ligio al dovere e non esco).
    Continuo a lavorare e ho una percezione diversa da chi è costretto a stare a casa…sto vivendo da comprimario una triste pagina della storia.
    Mi domando nella mia limitatezza di essere umano se tutto questo non è già successo più volte nella storia dell’umanità, se tutto questo non è che un “upgrade” della terra che nonostante i suoi 4.5 mld di anni andrà avanti…

    • No, no, non c’è questo pericolo! Lo so, sembra strano, ma non ho simili perversioni. 😜 Al massimo, guardo gli umarells in panchina per apprezzarne l’indistruttibile flemma. 😂

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