Per fortuna, noi siamo in Italia

Dopo aver letto le parole di Boris Johnson, (ehm…) l’empatico, intelligente e sobrio primo ministro inglese, avrei voluto scrivere un post. Ma poi ho trovato una bellissima riflessione di Leonardo Cecchi, che condivido, e ho deciso di riportarla.

“Il 60% della popolazione dovrà contrarre il Covid19 per sviluppare l’immunità di gregge”. Sono le parole non di un matto. Non di un gerarca nazista. Ma di una delle massime autorità sanitarie del governo sovranista di Boris Johnson (N.B. si tratta di Sir Patrick Vallance).

La pratica è oscena: darwinianamente, si lascia che la gente venga contagiata. I deboli muoiono. I forti sopravvivono. A costo di centinaia di migliaia di vittime, si sviluppa così l’immunità di massa dal virus.

C’è da rabbrividire. Davvero, rabbrividire. Perché l’idea che i deboli debbano esser sacrificati per i forti, per il “gregge”, non è un qualcosa soltanto ripugnante: è la morte dell’uomo. È il regresso ad uno stato animale che vede ritornare con forza un cannibalismo verso i più fragili. E che distrugge, cancella, divora più di due millenni di sviluppo culturale e spirituale umano.

Guardiamo allora a questa barbarie, a questa mostruosità, e ragioniamo su una cosa: che noi siamo in Italia. Tante di quelle volte abbiamo detto o sentito dire di come all’estero le cose siano migliori. Ma, scusateci, stavolta no. Proprio no. Stavolta ci ricrediamo. Perché qui, con tutti i nostri limiti, ad un’aberrazione tale non arriveremo mai. Qui ci viene il vomito all’idea di sacrificare i più fragili per salvarci. Qui un consigliere sanitario con tali “idee” verrebbe buttato fuori a calci dall’esecutivo. E questo lo stiamo dimostrando anche adesso, proprio ora che state leggendo, con centinaia di migliaia di persone che stanno lottando come leoni per strappare alla morte il più fragile tra i nostri connazionali. Lo dimostrano le testimonianze di enorme solidarietà da parte di tutti, di medici e operatori sanitari che non dormono da giorni. E, sì, lo dimostra anche lo Stato, che non è ricco come quello dei nostri cugini europei. Che è più scalcagnato, meno moderno. Ma che nonostante questo non prenderebbe mai lontanamente in considerazione un’aberrazione simile. E si sta facendo in quattro per salvare tutti. Tutti.

Pensiamo allora a questo.
Pensiamo allora che, nonostante tutto, siamo un grande paese, una grande civiltà.

Pensiamoci. E ricordiamocelo a lungo. A lungo ricordiamoci che quando fuori dall’Italia si ragionava sul sacrificare i più deboli per salvare i forti, qui i forti facevano 12 ore di turno consecutive per salvare i deboli.

E torniamo, una volta tanto, ad essere orgogliosi del nostro Paese.

 

    • Ciao Romina,
      la penso come te è ignobile e aberrante ascoltare certe affermazioni, è aberrante che a persone come queste venga permesso di parlare. In questo momento di difficoltà l’Italia ha riscoperto valori sopiti. Chiusa in casa come tante altre persone cerco di aiutare il mio paese facendo solo questo, che però mi fa sentire importante. Siamo nelle mani di persone meravigliose, medici , infermieri, protezione civile e tante altre persone che sono in questo campo di battaglia per salvare noi, rischiano la vita per noi, si ammalano per noi. La commozione mi assale, perchè di queste persone ne conosco e so che vanno avanti anche quando la stanchezza li assale, quando l’impotenza per non riuscire a salvare delle vite li angoscia, ma non mollano, vanno avanti credendoci sempre. Io amo questa Italia che il coronavirus ha fatto emergere, bello l’applauso di oggi a mezzogiorno per tutte queste persone, bello sentire chi canta chi suona, chi dalle proprie case manda un messaggio di speranza. Perchè sarà duro uscire da questo momento, ma sono certa che questa terribile esperienza ci renderà migliori, riusciremo ad apprezzare maggiormente quello che abbiamo che davamo per scontato, rinasceremo perchè dentro al cuore di ogni italiano batte la solidarietà, l’intuito, la generosità. Indignamoci davanti alla stupidità alla ottusità di questi inglesi che pur non essendo in grado,guidano un Paese formato da tante persone che, sono certa, non la pensano come loro. Continuiamo a sostenere tutte queste persone che ci stanno aiutando, e grazie anche ai medici cinesi che sono venuti in nostro soccorso come l’Europa non ha saputo fare. Grazie di cuore

  1. Però c’è anche da dire che ormai non c’è più differenza tra giornalismo e opinionismo tipo Barbara d’Urso.
    Leggiamo anche questo:
    https://loccidentale.it/coronavirus-ecco-il-vero-discorso-di-boris-johnson-agli-inglesi/
    Io non mi fido nemmeno di questo sito “loccidentale”, però potrebbe essere vero.

    Io non credo che in uno stato europeo (geograficamente) un premier possa dire quelle cose così come sono state riportate.
    E’ molto più probabile la versione qui riportata. Che poi ovviamente è stata manipolata per far vedere a noi italiani quanto sono barbari quegli inglesi che hanno voluto la brexit (ma siamo veramente ai livelli di propaganda fascista).

    In realtà mi pare che abbia detto cose normali, in modo decisamente pragmatico, e il menefreghismo di cui si parla non è altro che l’attesa del momento migliore per mettere tutti in quarantena (anticipare troppo significherebbe stancare inutilmente il popolo).

    Staremo a vedere cosa combinerà.
    A facilitargli la vita c’è che ormai questo coronavirus non è più una novità. Ormai ha l’esempio di Cina e Italia.
    Cioè, avrei voluto vederlo se il primo caso fosse scoppiato in UK.

    • No, Marco. Quelle parole sono state dette eccome e dal collaboratore di Johnson, Vallance, come peraltro nel post è stato scritto. Le ha dette Vallance e Johnson avrebbe voluto conformarsi a queste. Non a caso, ci sono state proteste anche da parte di medici britannici, e ne hanno parlato anche i virologi italiani.
      La verità è che, in seguito a quelle dichiarazioni folli, Johnson ha dovuto fare retromarcia, soprattutto perché gli altri paesi europei vanno in una direzione contraria.

      Che poi ci sia qualcuno, anche in Italia, disposto a giustificare certe prese di posizione, per ragioni ideologiche di adesione al darwinismo sociale (destra politica ultraliberale), è ovvio. Ma, per carità, quelle aberrazioni sono state dette e sono ingiustificabili, anche perché folli sul piano scientifico: il virus è nuovo, l’immunità di gregge si ottiene soltanto col vaccino e non sappiamo neppure se possono esserci recidive fra chi si è ammalato.
      La verità è che in Inghilterra non vogliono spendere per la sanità. E non c’è nulla di pragmatico nello sperare in una fantomatica immunità di gregge: c’è soltanto l’adorazione per il Dio denaro.

      Burioni e Luigi Lopalco:
      https://www.globalist.it/world/2020/03/14/burioni-shock-per-la-scelta-di-bojo-accetta-cinicamente-la-morte-di-centinaia-di-migliaia-di-persone-2054457.html

      Mi fido molto di più dei medici italiani che dell’Occidentale. Lasciamo parlare gli esperti.

      • Queste epidemie sono state vinte coi vaccini.
        Ma mentre aspettiamo… dico….ok che tra un paio di settimane tutti i contagiati saranno guariti o morti, ma poi… basta che solo 1 sia ancora infetto per ricominciare a contagiare quelli ancora “vergini” (sempre che inguariti restino immuni per almeno un po’ di tempo).
        Cosa faremo? La quarantena si prolungherà come le offerte speciali di poltrone&sofà?

        • Se non ci diamo da fare tutti, sì, la quarantena si allungherà. E non per colpa delle autorità. Dobbiamo tentare di essere disciplinati.
          La misura delle due settimane di “distanziamento sociale” è soltanto provvisoria ma importante, in quanto è una misura di contenimento. Com’è stato spiegato, infatti, serve per vedere che effetti avrà; naturalmente ci si aspettano effetti positivi, di contenimento del virus, in modo da poter poi curare tutti in maniera efficiente. Sono norme pragmatiche (queste sì, lo sono davvero, e senza aberrazioni), perché certezze non ve ne sono. Il punto è che bisogna tentare di limitare i casi in modo da non far collassare il sistema sanitario, rischiando anche morti “collaterali”.
          Tieni presente che si stanno sperimentando farmaci anche qui in Italia e che comunque numerosi pazienti sono guariti. Quindi non si sta fermi ad aspettare, ma ci si sta impegnando anche per trovare delle cure efficaci in attesa del vaccino: https://www.ilmattino.it/primopiano/sanita/coronavirus_vaccino_cure_farmaci_oggi_ultime_notizie-5114007.html

          • il distanziamento sociale non mi dispiace.
            Sto invece soffrendo molto del non poter fare nemmeno 2 passi.
            Vedo gente col cane che esce continuamente e qualche volta si fermano anche a chiacchierare. Io invece non posso nemmeno uscire a fare una camminata da solo.
            Io capisco che “per colpa di qualcuno non si fa sconti a nessuno”, però mi secca che il “non entrare in contatto con altri” sia tradotto in “stai chiuso in casa, punto e basta”.
            Io ,abituato a fare una camminata in pausa pranzo, dalle 12:30 alle 13:30 mi infilo in un sentiero fangoso qui vicino a casa e sgranchisco le gambe in totale solitudine.
            Poi leggo che il mio cellulare mi fa da serpe in seno e che se mi beccano mi impiccano nella pubblica piazza… ma ho meno contatti io che i numerosissimi vecchietti che ogni mattina vanno nel panificio qui sotto casa (c’è un via vai incredibile dalle 7:00 alle 11:00)

  2. A livello informativo (tratto da: https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/03/16/coronavirus-iss-immunita-gregge-scelta-assurda_DQPoIlwXC2UZs7XFy18yOK.html)

    Puntare all’immunità di gregge contro Covid-19 “è una sciocchezza: far circolare il coronavirus fino a che il 60-70% non sviluppa l’immunità è una scelta che lascia sul campo morti e feriti”. Lo afferma all’AdnKronos Salute il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Gianni Rezza, che aggiunge: “Puntare all’immunità di gregge è una strategia importante nel caso dei vaccini, perché tuteli la popolazione vaccinandola e poi il virus non circola più. Ma se non si adottano altre misure mi pare una sciocchezza”, aggiunge alludendo alla scelta annunciata in Gran Bretagna.

    “Oltre 200 scienziati inglesi si sono appellati contro questa decisione – ricorda Rezza – E le cose potrebbero cambiare se questa strategia si unisse a misure di contenimento, per ritardare in qualche modo l’ondata di casi. Forse l’idea è quella di lasciar infettare le persone un po’ alla volta, ma come fare? Il concetto di immunità di gregge non si può applicare così alle malattie infettive”, ribadisce l’esperto.

    Nel caso delle malattie infettive, “il concetto di immunità di gregge deve essere visto, piuttosto, in positivo – precisa ancora Rezza – Attraverso l’immunizzazione di massa si ottiene infatti questa forma di immunità della popolazione. Non il contrario, ovvero fai ammalare la maggioranza per sviluppare l’immunità”.

    “Preoccupa anche vedere l’Europa in ordine sparso – aggiunge – La Spagna è partita un po’ in ritardo ma ora ha adottato misure forti, la Germania sembra contare sul suo sistema sanitario nazionale, la Francia è altalenante e nei giorni scorsi ha chiamato le persone al voto. E anche il supporto che è arrivato a livello europeo non è stato un granché”.

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