La misericordia del sonno

Se si credesse negli angeli verrebbe da pensare che ci amino di più quando dormiamo, impossibilitati a danneggiarci l’un l’altro; ed è una benedizione che per qualche ora al giorno si sia troppo stanchi per continuare a essere scortesi. Le porte si chiudono, le luci si spengono, e anche la lingua più tagliente riposa, e tutti noi, brontoloni e gridati, felici e infelici, padroni e schiavi, giudici e colpevoli, torniamo bambini, stanchi e zittiti, e inermi, e perdonati. E capisci la misericordia del sonno, che per qualche ora ci restituisce alla nostra prima innocenza.

(Tratto da Un’estate da sola, di Elizabeth von Arnim)