Il quaderno delle idee

 

Ho un bel quaderno, uno di quei quaderni con la copertina colorata e romantica, tutta a fiori, uno di quei quaderni un po’ fuori moda, che forse non interessano a nessuno. Le pagine sono celesti e di carta riciclata, né a righe né a quadretti. L’ho chiamato il quaderno delle idee, perché vi annoto tutte le suggestioni che attraversano la mia mente in fretta, rapide ospiti destinate a dileguarsi in pochi secondi. Sono gli appunti per elaborare i post del blog, brevi frasi che risalgono improvvise da profondità insondabili, dall’inconscio, dall’io, dallo spirito – chiamatelo come volete, perché non importa: quello è.

Brevi frasi, dicevo. Arrivano mentre cammino lungo una strada stretta, mentre guardo in lontananza nelle sere di nebbia fitta, mentre compio un gesto banale, anonimo, senza alcuna rilevanza. E siccome giungono inattese, hanno la consistenza di veli trasparenti, destinati a lacerarsi subito, in un battito di ciglia. Così afferro il mio quaderno e scrivo di getto, anche soltanto poche parole, e poi lo metto da parte perché so che lui, quelle parole, le custodisce gelosamente.

No, col computer non sarebbe la stessa cosa e neppure con qualche altro dispositivo. Conservo ancora un approccio tutto fisico alla scrittura, quel desiderio impetuoso di abbassare il volto e tuffarlo sulle pagine e abbracciare il quaderno tutt’intero, come se fosse un essere vivente – il più caro, l’amore più grande. Appartengo a un’altra epoca, lo so, comincio già a essere fuori moda, comincio già a essere un po’ fuori da questo mondo. Ma io lo amo, il mio quaderno delle idee, e ne sono persino fiera. È il mio ponte col passato, ciò che ero e che sono rimasta, la continuità che resiste nonostante l’inarrestabile fuga del tempo.

Sul quaderno scrivo anche le liste di libri che leggo. Le scrivo con diligenza, quasi fosse un impegno sacro, e non potrei mai farlo su word, non potrei riuscirci – ho tentato ma fallito. Sono fuori moda, lo so, un po’ all’antica. Ma è così – e altro non riesco a fare.

 

  1. Secondo me va benissimo così: all’antica. Per certi versi, e su altri versanti, lo sono anch’io. Non amo i social, ad esempio, anche se in passato mi è capitato di utilizzarli; detesto la televisione (salvo solo gli Angela babbo e figlio e RaiStoria), ma soprattutto, che credo sia ciò per cui sono veramente all’antica, amo svisceratamente leggere. In ogni momento, approfittando del più minuscolo ritaglio di tempo, io ho sempre un libro in mano, anche quando esco di casa.
    La tua abitudine di appuntarti idee e spunti al volo, sul diario, secondo me è fantastica. È all’antica? Chi se ne frega! 🙂

    • Certo, è così: chi se ne frega! Proseguo con le mie abitudini. 🙂
      A volte, però, in relazione al fatto di essere un po’ fuori moda, mi vengono in mente quelle persone che vorrebbero vivere fino a 120 anni, e rabbrividisco: considerando che ormai tutto cambia così velocemente (abitudini, costumi, ecc.), sarebbe per me terribile arrivare a 120 anni, perché mi troverei nell’impossibilità di adeguarmi a moltissime cose, mi sentirei estremamente disorientata se non disperata, visto che già adesso non sono pienamente in linea con la cultura di massa.
      Vabbe’, meglio non pensarci. 😵 Tiremm innanz.

  2. Seiall’ antica, mia cara Romy ??? 😳
    Beh …. evviva l’ esser all’ antica, se esser all’ antica significa esser romantici, come te,
    amare la Poesia e non smettere mai di sognare !
    🙂
    °°°

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