Solo chi ha compreso

Sono stata esaudita: l’inverno, oggi, sta facendo il suo dovere. Piove da un cielo incolore, e piove con calma. Dalla finestra della sala, vedo gli alberi in fila sulla strada, rigidi e scuri, mentre il sentiero del parco, proprio qui sotto, è già invaso dall’acqua. Ma non avverto alcun sentimento di tristezza. Mi sembra persino di averli visti in sogno, quegli alberi, tanto tempo fa, un sogno a occhi aperti: ho sempre desiderato tornare qui, un giorno, a trascorrere l’autunno e l’inverno, e così è successo.

Non provo alcuna tristezza perché c’è qualcosa di nobile e dignitoso nella strada silenziosa e grigia, negli alberi senza foglie, nella severa sobrietà dell’insieme. Ci si sente in pace, protetti, in armonia col mondo – come un morbido gatto che si rifugia dentro una scatola e l’invade col suo calore.

L’ho già scritto: l’inverno ci sfida a comprendere l’importanza dell’essenziale, delle poche cose che davvero contano lungo questo cammino. Perché prima o poi, che lo si voglia o no, le foglie cadono, il cielo si fa cupo, il gelo diventa pungente, le porte restano chiuse; e, a quel punto, soltanto chi ha compreso la bellezza degli alberi spogli, e la loro tenacia, riesce a proseguire.

  1. Cara Romina, era un fine estate del ’69, ed io mi trovavo militare in quel di Pesaro ! Di domenica, io e Corrado Ranucci, dopo aver mangiato un lauto pasto a mensa, anzichè uscire dal Portone principale della Caserma Dal Monte, scavalcammo,da ragazzacci indisciplinati, il muro retrostante dell’ insediamento, che costeggiava il fiume Foglia !
    Così, da lì, ci inoltrammo nella Pesaro vecchia tra le case di Pescatori …. cercando chissacchè ! Improvvisamente, si scatenò un violento acquazzone …. io e Corrado corremmo per ripararci dalla pioggia, e trovammo scampo nell’ arco di un antico portone chiuso : di fronte a noi, un muro semidiroccato …. e un albero scheletrico del tutto privo di foglie !
    Corrado, col volto bagnato dalla pioggia, fissò quell’ albero e bisbigliò come in trance :
    “Quell’ albero così delineato
    quell’ albero dai rami contorti ….
    quell’ albero privo di foglie :
    sento chiamarmi un modo …
    le loro facce immobili, sorridenti
    e i loro nomi …. così dolci ormai !”
    Sono passati tanti anni, amica mia …. ma “quella emozione” che mi suscitò Corrado, mi turba tutt’ ora …. come se il tempo non fosse passato mai !

  2. Mi sto rendendo conto che ultimamente mi sto…”chiudendo”. Sto diventando molto più introverso e statico (traduzione:”passo i weekend sul divano”). Forse anche un pelino misantropo.
    Però non capisco ancora ,con certezza, se è un sano adattamento al cambiamento (la comprensione de “la bellezza degli alberi spogli“) o se è semplicemente accidia/depressione.
    Mi sa che è un po’ entrambe le cose 🙂

    • Forse ti trovi in una condizione intermedia o fluida, quella in cui emerge già una forma di adattamento, fra alti e bassi. Condizione non facile, ma che può portare a vedere un po’ di luce.
      Poi stando seduti sul divano si possono anche fare cose utili per se stessi. Su youtube è pieno di video che possono aiutare in determinate situazioni: basta cercare bene e con calma. 😉

E tu che ne pensi?

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