Vento di ottobre

Il vento di ottobre, così repentino, è un presagio: è l’autunno con la sua mestizia, con i suoi muti dolori, con i suoi tanti tormenti.

Eppure la sua grazia resta intatta: è un’armonia silenziosa, una malinconia che non ferisce, un’affettuosa carezza – nonostante il freddo e le mattine opache e l’incertezza del domani.

Cielo di ottobre

Il cielo è affaticato: a dominare è un senso di precarietà – sentirsi deboli e disorientati, in bilico fra il presente e l’eterna incertezza di ciò che avverrà.

Ottobre è la saggezza di saper tacere quando la voce è superflua – quando le foglie iniziano a coprire l’asfalto a poco a poco, incuranti di fronte all’indifferenza degli uomini.