La via più giusta

Spesso, su questo blog, ho parlato della magica atmosfera che invade gli ultimi giorni dell’anno, fra Natale e San Silvestro. Forse sono i giorni che preferisco e per tante ragioni. Prima di tutto, si avverte un silenzio particolare nelle strade, nei viali, persino nelle piazze: è la quiete che inevitabilmente segue alla festa e che, nello stesso tempo, preannuncia altre feste e altri riti. Poi c’è questo senso di sospensione che deriva dall’attesa del nuovo anno, un’aspettativa cui non ci si può sottrarre, un appuntamento ineludibile.

Ed è inverno, inverno freddissimo e scuro. Ma, lungo le vie cittadine, restano alcuni segni dell’autunno appena trascorso: certe foglie rosse tenaci, ancora abbracciate ai rami degli alberi, sono un’eredità della stagione precedente e, con la loro tranquilla presenza, spezzano quel confuso intreccio di antracite e marrone cupo che caratterizza la monotona tavolozza dei colori invernali. Del resto, in questo periodo è facile dimenticare il cupo volto dell’inverno, perché è un momento di bilanci, di riflessioni severe, di progetti, di ripensamenti. Così, si oscilla costantemente fra il desiderio di quiete e il desiderio di agire, muoversi in fretta, decidere.

Ma forse occorre altro. Forse occorre soltanto fermarsi, guardare fuori – con calma – oltre la pioggia e la nebbia, e cercare, al di là del vuoto apparente, la via più giusta.

Buon Natale

Come ogni anno, anche il blog si appresta a celebrare questo periodo festivo: ormai è diventato un appuntamento fisso, un rito irrinunciabile. E allora auguri, auguri a tutti: auguri per un Natale ricco di gioia e di tranquillità, di pace e di benessere. 🙂

Un caro ricordo

Negli ultimi dieci giorni, sono stata trascinata in un vortice di impegni improvvisi, scadenze e contrattempi che mi hanno impedito di scrivere sul blog. Ma oggi ricomincio con gioia, perché non mi piace trascurare questa povera creatura.

La giornata è bellissima, luminosa ma assai fredda. L’inverno ha cancellato ogni traccia della dolcezza autunnale, che ormai si è trasformata in un caro ricordo, una struggente memoria da rivivere nel prezioso scrigno dell’interiorità. Ed è una memoria che riscalda ogni pensiero e che si fonde con altri ricordi, creando nuovi spazi, indicando nuovi sentieri, lasciando emergere la parte migliore di se stessi, compressa dai rigidi schemi del vivere quotidiano.

Di freddo e dicembre

Sono giornate freddissime ma limpide, come capita spesso all’inizio di dicembre. Nel tardo pomeriggio, uscirò per andare alla ricerca di alcuni regali. Sarà buio, sarà già notte e il freddo accompagnerà la mia passeggiata. Preferirei un’altra compagnia, meno aggressiva e più docile, come le nebbie autunnali non troppo fitte, gli umori incerti di ottobre, le quiete malinconie dell’inizio di novembre: la dolcezza al posto dell’arroganza, la delicatezza al posto dell’invadenza.

Ma la stagione è un’altra e bisogna sopportarla. Si tratta di chiamare a raccolta tutta la propria forza interiore per sfidare il gelo e l’oscurità. In fondo, le feste giungono anche per questo.

Natale, computer e chiacchiere

Il freddo invernale è arrivato e, con esso, l’atmosfera natalizia ha invaso la città: alberi, addobbi, luci, mercatini, trenino e pista di pattinaggio su ghiaccio sono tutti elementi destinati, come ogni anno, a creare il clima festivo che accompagna il mese di dicembre e che rallegra il centro storico.

L’inizio dell’inverno è sempre il principio di una nuova stagione, di nuovi toni e di nuovi umori, e l’autunno, con la sua agonia, ci ha preparati a questo mutamento. Anche il blog oggi è cambiato, ha mutato i  suoi vecchi, bellissimi abiti autunnali per rivestirsi di altri panni, quelli adatti a dicembre e al Natale. E sono nuovi colori, caldi, brillanti, intensi, sebbene privi della indecifrabile complessità delle sfumature autunnali.

Per me, dicembre inizia con una piccola novità: il mio amatissimo computer – quello da cui ora sto scrivendo – sta per andare in pensione. Poverino, ha lavorato moltissimo, mi ha assistita con pazienza, tenacia e complicità, ma ormai è molto stanco: è lento e non è più in grado di sostenere il peso di un antivirus. Da una settimana, ormai, sto navigando senza protezione: solo in questo modo, infatti, il mio computer riesce a connettersi alla rete. Malattie della vecchiaia, insomma.

Il tecnico, che ho contattato giorni fa, mi sta preparando un bel portatile ed è in attesa dell’hard disk di questo pc per trasferire tutti i miei file sul computer nuovo. Domani mattina, quindi, spegnerò per sempre il mio amato compagno di tante avventure. Non so quanti giorni trascorreranno prima che io possa avere il computer nuovo: considerando che venerdì è festa e poi arriva il week-end, tendo a pensare che potrò ricominciare a scrivere sul blog la prossima settimana.

In ogni caso, non bisogna preoccuparsi: tornerò senz’altro a incombere sui miei lettori nell’arco di pochi giorni. 😀