Mutamenti

Siamo  alla  fine  di  maggio  e  l’estate  è  entrata  in  città, quasi  silenziosamente. Un  passaggio  decisivo  come  questo  richiede  sempre  capacità  di  adattamento; è vero  però  che, per  tanti  motivi, abituarsi  a  una  trasformazione e accettarla  non  è  per  tutti  semplice.

Il  mutamento di  una  stagione  è  anche  una  metafora  dei  cambiamenti  che  attraversano  le  nostre  esistenze, cambiamenti  che  non  sempre  riguardano  aspetti  materiali  della  quotidianità. Trasformazioni  profonde, infatti, possono  anche  investire  il  nostro  modo  di  guardare  il  mondo  nel  suo  complesso  e  le  nostre  stesse  esperienze  passate  e  presenti. Ed  è  innegabile  come  certi  cambiamenti  radicali  possano  rivelarsi,  a  volte,  molto  destabilizzanti, pur  tracciando  un  sentiero  verso  il  futuro.

Ciò  che  era  già  nitido – già  perfettamente  chiaro – si  rivela  ancora  più  limpido. Proprio  come  un  cielo  terso  in  una  bella  mattina  d’estate, un  cielo  talmente  azzurro  da  lasciarsi  contemplare  per  raccontare  tutto  senza  remore. E  allora  ogni  cosa  viene  rimessa  al  suo  posto  con  calma, quasi  con  freddezza, perché  se  ne  conoscono  ormai  tutti  i  segreti. Ciò  che  appariva  grande  è  diventato  piccolo, ciò  che  sembrava  vitale  ora  non  lo  è  più, ciò  che  appariva  bello  e  colorato  si  è  ridimensionato  fino  a  scomparire. I  mutamenti  sono  sempre  faticosi, ma  necessari.

  1. Mah … i cambiamenti adjuvant ??? Io non lo credo, e penso che, piuttosto, i cambiamenti sono necessari e, come tali, non li possiamo evitare a piacimento ! Dunque, premesso che tutto è cambiamento, occorre anche prendere atto che talvolta il cambiamento porta frutti deliziosi, talvolta invece porta frutti amari ed indigesti !!!

  2. Dolce e romantica @Romina … come sai, una volta all’ anno, me ne vado nell’ amatissima mia Pesaro ( solo, ma coi miei libri di Greco e Matematica, oltre alla mia chitarra con reggi armonica ) sulla mia amatissima, argentea Alfa Romeo 2000 Giugiaro ( capace di raggiungere i 230 km/h ), dove fui soldato nella persa estate del 1969 : ebbene, partendo io per la città marchigiana, dove ho tantissimi amici ( quelli che vicono ancora … ma anche i fantasmi della mia esistenza ) ai primi di settembre ( e trattenendomi colà sino alla fine del mese ), con un colpo solo raggiungo il mio ( ed il tuo … ) adorato Autunno, e tutto ciò che amo e che – erroneamente ! – avevo ritenuto perduto ! Una volta sistematomi nella stanza dell’ Hotel S.Marco, la prima tappa della memoria è il Cimitero Monumenale di Pesaro, dove ricposa, accanto all’ amata moglie Rina, Mario Del Monaco … di gran lunga la più bella e potente voce di tutta l’ opera lirica mondiale ! Là, avvolto in un arcano silenzio, dopo aver deposto sulla Tomba del grande Tenore un vasetto di rose gialle, mi siedo, accendo la mia pipa ( dove brucio tabacco irlandere Erinmore ) e ringrazio Mario per tutte le gioie che la sua voce sublime mi ha donato ! Per farti entrare in questa magica atmosfera, ti mando il link di una sua ballata ( è BE MY LOVE, tratta dal film IL PESCATORE DELLA LOUISIANA ) … in cui appare la Tomba stessa e il vaso di rose gialle che vi ho deposto, e che i giardinieri addetti al cimitero, come da mia specifica richiesta, manutengono e fanno vivere ! 😀
    °°°

    °°°
    Hai mai sentito niente di più bello ??? 😀
    @Cavaliereerrante

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