Terremoto e sobrietà

Avrei  voluto  scrivere  prima, ma  quanto  successo  in  questi  ultimi  giorni  mi  ha  paralizzata. Il  terremoto  che  ha  devastato  il  Centro  Italia, un’area  splendida  sotto  il  profilo  paesaggistico  e  culturale, è  una  tragedia. Proprio  per  questo – proprio  perché  si  tratta  di  una  tragedia – i  media  dovrebbero  cercare  di  conservare  un  alto  senso  di  responsabilità  e  un  atteggiamento  sobrio, cosa  che  invece  spesso  non  fanno.

I  giornalisti, le  giornaliste, i  commentatori, le  commentatrici  e  anche  i  politici  dovrebbero  astenersi  da  polemiche  inutili  e  pretestuose, da  strumentalizzazioni  in  salsa  elettorale  e  da   analisi  ‘disinvolte’  e  prive  di  fondamento. E  sarebbe  anche  opportuno, da  parte  dei  media,  evitare  di  indugiare  su  particolari  morbosi, di  fare  domande  vuote, superficiali, inutili  a  persone  traumatizzate e  di  scrivere  titoloni  ad  effetto  che  magari  deformano  la  realtà.

Un’utopia, lo  so, però  in  questi  momenti  sorge  spontaneo  il  desiderio  di  sottolinearlo.

Arquata

(Arquata  del  Tronto)

 

 

  1. Tu chiedi la luna, cara @Romina, poichè la sobrietà ed il senso di responsabilità non appartengono ai giornalisti del circolo mediatico, i quali basano le loro fortune sull’ accanimento delle notizie … anche inventandosele, e della pelle delle vittime non gliene potrebbe fregare di meno ! 👿
    Ricordo il magnifico film l’ AOO NELLA MANICA ???
    Il grande @Billy Wilder, già all’ inizio dei ’50 del secolo scorso, aveva capito tutto sullo squallido legame Stampa-tragedie-successo ! 😯

    :neutral

  2. Condivido, anche se il discorso sulle responsabilità di certi “palazzinari” senza scrupoli sia doveroso anche e soprattutto per rispetto nei confronti delle vittime…non si può liquidare tutto con la retorica delle frasi fatte e le lacrimucce di circostanza…..

  3. Si,è inopportuno e imbarazzante intervistare persone distrutte dal dolore ma trovo ancora peggio dare la colpa di tutto al fato! Consapevoli della morfologia del nostro territorio e consapevoli che non siamo i soli al mondo,dovremmo intervenire prima attuando una prevenzione possibile e fattibile!!Ma chissà per quale motivo ogni volta che penso al perchè a distanza di anni non si fa mai nulla, mentalmente urto sempre un muro….il muro invalicabile del denaro.Ma qual’è il prezzo che bisogna pagare per invertire la rotta suicida?
    Scusa lo sfogo Romina ma sono molto addolorato e nauseato.

  4. Bruno@
    Hai ragione, infatti ho parlato di utopia.

    Filippo e Claudio@
    La penso esattamente come voi, e sono anch’io nauseata, addolorata e arrabbiata.
    Malaffare, responsabilità di costruttori e politici farabutti, prevenzione, volontà di costruire con criteri anti-sismici: sono tutte questioni che devono essere affrontate esplicitamente e senza fare sconti a nessuno. Ci mancherebbe altro!
    Però devono essere affrontate seriamente, in maniera intelligente e da parte di persone competenti.

    Ciò che non tollero più, e a cui mi sono riferita, è il cicaleccio mediatico di giornali e tv in cui qualsiasi ‘opinionista’ – anche privo di competenze – spara la sua rischiando di creare soltanto caos in chi ascolta e vorrebbe un’informazione seria. E tutto ciò proprio mentre ancora si stanno estraendo i cadaveri delle vittime.

  5. ma a volte le utopie possono realizzarsi e non rimanere solo sogni…se ognuno di noi sognatori si impegna a guardare la realtà sporcandosi le mani e con occhi disincantati ogni idea si concretizza ed ogni sogno si realizza….tante volte è successo

    • cara Romina, io da tempo sono iscritta e spesso ho commentato i tuoi articolise negli ultimi mesi non ho fatto nessun commento o forse qualcuno la causa è da imputarealla mia salute malferma,per la ho subito diversi ricoverise non vuoi più i miei commenti, pazienza, pazienza cancellami…. ci sono altri amici che accoglieranno i mieipensieri e le mie riflessioni

      • Maria, ma perché non dovrei volere i tuoi commenti? Certo che li voglio. Non comprendo perché mi fai questa domanda.
        Hai avuto problemi di accesso al blog? Se è così, non dipende da me ma dalla piattaforma wordpress.

        In ogni caso, ti invio i miei più cari auguri per una pronta guarigione. Un abbraccio forte.

  6. È tutto sbagliato in Italia
    E purtroppo chi ci rimette siamo sempre noi
    Non solo il terremoto x quanto le strutture, e le case non sono costruite a norma e chi ci rimette la vita siamo sempre noi, per non parlare delle scuole, da ricordare che molti anni fa’ sono morti molti bambini sotto un cumulo di macerie, la scuola era nuova si…ma non aveva tutti i requisiti di sicurezza , eppure l’ hanno fatta aprire li stesso, e al momento del terremoto, ci hanno rimesso la vita un insegnante e tanti altri bambini, sdegno, rabbia, angustia, ecc… Per chi ci comanda e ci Sta mandando in rovina. credetemi non mi sento più sicuro qui’ in Italia, se potessi, me ne andrei via volentieri

  7. che tristezza veramente strumentalizzare un avvenimento così grave…invece di pensare a tutta quella povera gente che ha perso tutto familiari casa e lavoro…è una vergogna ….sono di Roma ma le mie origini sono di un paesino vicino ad Amatrice anche lui colpito dal sisma….condivido il tuo pensiero 😉

    • Le chiacchiere non servono mai a niente e spesso sono addirittura dannose. Ciò che conta è raccogliere denaro e impiegarlo bene, il più in fretta possibile, per mettere le persone in condizione di lavorare e di riavere una casa.
      Il centro d’Italia tornerà in piedi, ce la farà. 🙂

E tu che ne pensi?

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